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Entrambi molto criticati per gli ultimi episodi

Di Pietro e Santoro: due delusioni per il web


Di Pietro e Santoro: due delusioni per il web
19/05/2010, 17:05

Due episodi stanno agitando gli internauti che si interessano di informazione e politica. Il primo riguarda Michele Santoro, di cui ieri è stato annunciato il prossimo divorzio dalla Rai. Il secondo riguarda l'appoggio che l'Italia dei Valori e il suo leader Antonio Di Pietro hanno promesso di dare alla Lega per quanto riguarda il federalismo demaniale.
Per quanto riguarda la vicenda Santoro, ci sono due correnti, in parte sovrapposte. Una prima corrente critica la decisione del giornalista di mollare la Rai ed Annozero, considerata da molti l'unica trasmissione informativa rimasta, oltre a Report e al programma di Riccardo Iacona. Viene vista come l'abbandono di una battaglia contro le prevaricazioni di Berlusconi e dei suoi uomini. La seconda critica le cifre di cui si parla come liquidazione per Santoro: Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, ha parlato di 10 milioni; e tutti a ripetere quella cifra, come se fosse un mantra. In realtà le cifre dovrebbero essere di 2,7 milioni come buonuscita e altri 7 come pagamento del suo lavoro di consulenza e per 7 docu-fiction che dovranno andare in onda su Rai1 in prima serata. Come si vede, si mischiano voci diverse e che poco hanno a che vedere tra di loro. Il punto è che qui parliamo della buonuscita di un professionista, considerato uno dei migliori nel suo campo. Una persona in grado di raggiungere tranquillamente uno share superiore al 20% in prima serata con i suoi programmi di approfondimento. E quindi è normale che la sua buonuscita sia superiore al TFR di un operaio. Non ci vedo alcuno scandalo. D'altra parte, sul fatto che abbia abbandonato, non c'è da stupirsene. Erano alcuni mesi che dimostrava di non trovarsi più a suo agio alla guida di Annozero; sembrava quasi che non gli interessasse più. E' probabile che, arrivato alla soglia dei 60 anni, abbia deciso di sperimentare altro; in questo non c'è nulla di strano. Nè è un abbandono della battaglia o un vendersi al nemico.
Poi c'è la vicenda Di Pietro, che oggi era presente ad una conferenza stampa insieme al leghista Roberto Calderoli a sostenere il federalismo demaniale. Molti l'hanno criticato, perchè hanno visto in questa decisione un sostegno al governo Berlusconi, una cosa che non dovrebbe fare in quanto partito d'opposizione. Premettendo che essere d'opposizione non vuol dire essere contro a priori, però questa volta concordo con la critica. Secondo me questa volta il leader dell'Italia dei Valori ha sbagliato. Non perchè ha detto sì, ma perchè l'ha detto ad una legge sbagliata. Il federalismo (come lo chiama la Lega Nord, ma in realtà è secessionismo) porterà ad una duplicazione delle spese e delle poltrone, con un aggravio della situazione economica del nostro Paese. Ma vedere che su Facebook giravano fotografie o venivano creati gruppi, che definivano l'ex Pm come una quinta colonna del governo, mi è sembrato esagerato.
Ma secondo me è un problema politico: pochi sembrano vedere lo strapotere che Berlusconi ha e gestisce. E questi pochi, avendo capito che il Pd è in coma, hanno puntato tutte le loro speranze su una serie di persone: Di Pietro, Santoro, Travaglio, più di recente Vendola. Vederli che si comportano in maniera diversa rispetto alle loro aspettative, ha creato una fortissima delusione. Perchè poi, alla fine, il problema è questo: l'illusione si trasforma sempre in delusione. Non bisogna illudersi che arrivi un taumaturgo a risolvere tutto; ciascuno di noi deve lottare per costruire le basi e trovare altre persone che costruiscano altre basi per tenere su un progetto valido e comune.

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di Antonio Rispoli
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