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Cronache, testimonianze ed iconografie vesuviane

Diario del Monte Vesuvio di Giovanni P. Ricciardi al MAV di Ercolano


Diario del Monte Vesuvio di Giovanni P. Ricciardi al MAV di Ercolano
01/03/2010, 09:03

Nel pomeriggio di venerdì 26 febbraio si è presentato al MAV il volume in tre tomi intitolato “Diario del Monte Vesuvio” di Giovanni P. Ricciardi edito da ESA - Edizioni scientifiche e artistiche di Torre del Greco. L’Opera di Ricciardi ha riscosso un notevole successo di pubblico, merito anche  dell’organizzazione dell’Assessore all’urbanistica Ciro Iengo e degli interventi del Sindaco del Comune di Ercolano Gaetano Daniele, del Direttore dell’Osservatorio Vesuviano INGV Marcello Martini e dello storico Flavio Russo.
Visibilmente emozionato l’autore Giovanni Pasquale Ricciardi ricercatore presso la sezione dell’Osservatorio Vesuviano INGV di Napoli che negli ultimi vent’anni si è dedicato senza sosta alla ricerca delle fonti scritte ed iconografiche relative alla storia eruttiva del Vesuvio dal 79 d. C. all’ultimo evento del 18 marzo 1944. 
Ricciardi, attingendo da vari archivi storici locali, ma anche di livello internazionale, raggiungendo finanche gli Archivi Segreti Vaticani, ha ben saputo correlare l’attività del Vesuvio alla conseguente comportamentologia dei vesuviani che hanno nei secoli resistito sul territorio ricostruendo le loro città. L’interrelazione tra il Vesuvio e l’antropologia vesuviana si evince con forza nell’Opera di Ricciardi che non lesina di riportare scritti di racconti di fede in San Gennaro da parte della popolazione partenopea nell’incombenza di eruzioni vesuviane drammaticamente devastanti per il territorio. Ma Ricciardi traccia nei suoi tre tomi l’evolversi del pensiero scientifico, non trascurando le stesse analisi filosofiche e facendo comprendere al lettore come filosofi ed uomini di scienza abbiano osservato l’attività vulcanica traendone, sempre con maggiori certezze, il comportamento del vulcano.
“Diario del Monte Vesuvio” può ben definirsi, per dirla alla Gaetano Daniele, una “summa vesuviana”, o meglio il compendio della storia del Vesuvio e dei suoi abitanti. Un volume che sicuramente contribuisce alla conoscenza delle radici fisiche e storiche del territorio vesuviano, fornendo una esaustiva analisi del rischio associato all’insistenza del vulcano sul territorio.
“Ora che il vulcano dorme  - ha affermato il sindaco di Ercolano - noi non dovremmo dormire, sarebbe troppo tardi svegliarsi quando il vulcano entrerà in eruzione. Dobbiamo avere la consapevolezza di convivere con un vulcano attivo. La classe dirigente dovrebbe essere lungimirante fin da oggi per programmare il futuro urbanistico”.
L’area vesuviana è attualmente interessata da un elevatissimo rischio vulcanico. Una possibile ripresa dell’attività eruttiva del Vesuvio causerebbe danni di incalcolabile valore. Questa dura realtà spesso è dimenticata dalla classe dirigente che sembra voler rifuggire dal problema. Si parla sovente di tradizioni, turismo, vivibilità. C’è da dire, purtroppo che tutto questo non si realizza sul territorio. La classe dirigente dovrebbe farsi carico di adottare misure concrete, creando quelle infrastrutture necessarie al decollo del turismo nell’area vesuviana, riducendo in maniera tangibile le attività dure, preferendo l’ampliarsi di quelle dolci. Si potrebbero individuare aree di aggregazione urbana lontano dalla “zona rossa” e lavorare in quella vesuviana. Il rilancio può avvenire se il territorio tende ad uno sviluppo sostenibile, attraverso la promozione delle vocazioni territoriali e riducendo fortemente la vulnerabilità.      
La strada da percorrere è caratterizzata, quindi, da un forte impegno civile, da una cultura di governo, dalla consapevolezza e dalla responsabilità delle classi dirigenti.

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di Rossella Saluzzo
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