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Doglioni: mai la ricerca italiana nelle geoscienze è stata così sacrificata


Doglioni: mai la ricerca italiana nelle geoscienze è stata così sacrificata
21/02/2011, 11:02

Mentre aumenta quotidianamente la necessità di un rapporto sempre più consapevole tra Terra e Uomo, mentre l'Italia rimane fanalino di coda nell'affrontare il problema energetico, mentre sono state censite circa 500.000 frane nel territorio nazionale, mentre la nuova carta geologica d'Italia è stata completata solo a metà, mentre la nostra penisola è soggetta a rischi geologici assai maggiori di quelli di molte altre nazioni, ebbene, in virtù della nuova riforma universitaria, e in difformità con l'organizzazione accademica del resto del mondo, circa 3/4 dei dipartimenti universitari italiani di geoscienze perderanno la loro identità o chiuderanno”. Duro Carlo Doglioni , Presidente della Società Geologica Italiana e Accademico dei Lincei, alla vigilia degli Stati Generali dei geologi italiani, in programma a Roma , il 24 Febbraio presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza”.
Doglioni denuncia che “mai la ricerca italiana nelle geoscienze è stata così sacrificata come negli ultimi anni: sono scomparsi quasi tutti i grandi progetti di ricerca, e non ci sono all'orizzonte segni di interesse per una ripresa di queste attività. L'Italia non può rischiare di perdere la sua grande tradizione geologica. Il mondo della ricerca deve essere messo in grado di poter funzionare da volano per il sistema produttivo. Con questa profonda preoccupazione culturale e progettuale – ha concluso Doglioni - lanciamo un appello affinché la ricerca in generale, e quella delle Scienze della Terra in particolare, ritornino ad essere protagoniste dello sviluppo della nostra nazione”.

Molto chiaro anche Gian Vito Graziano, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi Italiani . “ In Italia nell’inseguire le emergenze – ha affermato Graziano – si spende 10 volte in più di quanto si spenderebbe facendo prevenzione. Quei soldi risparmiati potrebbero essere investiti nella ricerca e nella cultura universitaria . Esiste sicuramente un problema di riforma delle Università ed è giusto che ci sia una riflessione ma togliere fondi alla ricerca è un fatto che preoccupa soprattutto in un Paese costantemente colpito da terremoti, frane , alluvioni senza dimenticare l’erosione delle coste. La nostra Italia è bella anche perché ricca di bellezze geologiche che andrebbero salvaguardate ed invece le distruggiamo”. Il Presidente Graziano è estremamente “preoccupato per il taglio dei fondi alla ricerca. Se non prestiamo attenzione , se non salvaguardiamo il Paese da certi rischi è inutile rincorrere le emergenze . Dobbiamo guardare oltre ed evitare di raggiungere un punto di non ritorno”.

Convocati dunque gli Stati Generali dei geologi e tutti, proprio tutti si sono dati appuntamento a Roma , il 24 Febbraio, ore 10 e 30, presso l’Università “La Sapienza” di Roma . Ci saranno i direttori degli attuali Dipartimenti di Scienze della Terra delle università italiane , i presidenti dei corsi di studio in geologia, i presidenti delle più importanti società scientifiche nazionali delle Geoscienze, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani, i presidenti di tutti gli Ordini Regionali dei Geologi.
Tutta la comunità dei geologi italiani sarà a Roma nell’interesse del sistema-Paese, per intraprendere un’azione congiunta che punti anche a sensibilizzare gli interlocutori istituzionali e l’opinione pubblica.

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di Redazione
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