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Mentre incombe l'Acta: addio alla libertà della Rete?

Dopo Twitter, anche Google introduce l'autocensura


Dopo Twitter, anche Google introduce l'autocensura
01/02/2012, 14:02

Non solo Twitter ha introdotto la possibilità di bloccare i messaggi inviati o ricevuti in un certo Paese, qualora ne facesse richiesta l'autorità di quel Paese. Anche Google, in totale sordina, ha introdotto lo stesso criterio su blogspot, la piattaforma su cui tanti si registrano per avere un blog.
L'introduzione di questo sistema è avvenuto circa un mese fa, ma a rivelarlo in questi giorni è stato il sito Techdow.com. In pratica, questo significa che se un governo (per esempio quello cinese) decidesse che dalla Cina devono essere raggiungibili solo i blog registrati in Cina, ecco che potrebbe risparmiarsi un bel po' di controlli; ci penserebbe Google.
Da Mountain View si difendono dicendo che è una funzione facilmente annullabile: basta digitare "/cnr" (acronimo di "no country redirect", cioè "nessun reindirizzamento per Paese") alla fine dell'indirizzo. Ma è evidente che già la ricerca di un blog o di un sito, con questo sistema, diventa una cosa da esperti.
Ma c'è una coincidenza singolare: negli Usa in questi giorni si sta discutendo una legge (che ha l'acronimo "Sopa") che di fatto impone enormi limiti alla navigazione in Internet; in Francia una legge simile è stata adottata nell'ultima parte del 2011; in Italia ci stanno provando per la quarta volta a far passare una legge bavaglio per il web, questa volta con un emendamento alla legge "Milleproroghe" del leghista Fava, ed è probabile che ci riusciranno; mentre l'Unione Europea accoglie il trattato Acta, che contiene altre norme che, in nome della difesa del copyright delle majors, puntano a far chiudere qualsiasi sito anche senza l'intervento della magistratura. Insomma, sembra che stiano concentrando gli sforzi per azzerare la libertà su Internet anche nel mondo occidentale.

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di Antonio Rispoli
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