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la scoperta arriva da una nuova ricerca svedese

Dormire poco? Fa aumentare il rischio di ingrassare


Dormire poco? Fa aumentare il rischio di ingrassare
19/01/2012, 17:01

Dormire correttamente e per il numero giusto di ore fa bene, ma questa volta ha testimoniarlo arriva anche un nuovo studio, che mette in rapporto il sonno con la fama. La ricerca è stata effettuata dall’Università di Uppsala che ha dimostrato che tale teoria sarebbe confermata dall’osservazione che un’aria del cervello, che contribuirebbe alla sensazione della fame, sarebbe molto più attiva in seguito a poche ore di sonno che in seguito ad un’intensa dormita. Lo studio è stato condotto sottoponendo un campione di 12 uomini magri a risonanza magnetica funzionale mentre osservano delle immagini raffiguranti cibo. I risultati ottenuti dopo una notte di sonno normale sono stati confrontati con quelli dopo una notte di poche ore. Christian benedetto ha spiegato che: “Dopo una notte di perdita di sonno totale questi uomini hanno mostrato un alto livello di attivazione di una zona del cervello coinvolta nel desiderio di mangiare. Tenendo conto che la mancanza di sonno è un problema sempre più diffuso nella società moderna, i nostri risultati possono spiegare come mai l'abitudine a dormire poco può influenzare, nel lungo periodo, il rischio di diventare sovrappeso. È quindi importante dormire all'incirca otto ore a notte per mantenere un peso corporeo stabile e restare in salute”.
La scoperta è stata pubblicata Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ed è stata considerata plausibile anche dal nutrizionista Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) di Roma. Le sue parole riguardo lo studi svedese sono state le seguenti: “È già noto che chi non dorme mangia di più. Chi soffre di insonnia spesso non sa cosa fare, succede che apre il frigo, o mangia biscotti davanti alla tv. Altri collegano il fatto di non dormire e l'aumento di fame al metabolismo. Questo studio che invece mette in relazione sonno-fame e reazioni cerebrali rappresenta una nuova spiegazione al fenomeno”.

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di Alessia Tritone
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