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Anche Goldman Sachs investe mezzo miliardo

E' ufficiale: Facebook vale 50 miliardi di dollari

Ora Zuckenberg è nella top 15 dei più ricchi del mondo

E' ufficiale: Facebook vale 50 miliardi di dollari
03/01/2011, 16:01

Adesso è ufficiale: Facebook vale circa 50 miliardi di dollari. Per essere esatti, tra i 42 e i 56 miliardi. Naturalmente la certificazione non è definitiva, e non lo può essere finchè la società non verrà quotata in Borsa; ma valutando quante azioni ha comprato la Goldman Sachs, il calcolo è semplice. Infatti, si è stimato un prezzo di 25 dollari per azione, per l'investimento di 500 milioni della banca d'affari; a cui ha fatto seguito l'investimento di 50 milioni della Digital Sky Technologies, una società russa. Ma sono movimenti su cui la Sec (la Consob americana) sta indagando perchè si sospetta una violazione di legge. Infatti Facebook non è ancora quotata in Borsa e quindi le azioni possono essere divise solo tra non più di 500 azionisti (Mark Zuckenberg, proprietario di Facebook, ne ha circa il 25%). Ma se la Goldman Sachs, da sola, può occupare un singolo posticino, come si può fare con le centinaia o migliaia di persone a cui la banca è pronta a rivendere le azioni? La situazione è appesa ad un filo.
Inoltre c'è un altro pericolo per il fondatore di Facebook: i suoi ex compagni, Harvard, Tyler e Cameron Winklevoss. Hanno presentato al Tribunale una istanza affinchè annulli l'accordo già sottoscritto, che prevedeva la rinuncia a qualsiasi loro pretesa in cambio del pagamento di 20 milioni di dollari in contanti e 45 in azioni della società. Ma adesso che il valore della società è aumentato, ai tre è venuta fame e non intendono più acettare il contratto iniziale.
Quello che è certo è che il valore delle azioni di proprietà di Zuckenberg è praticamente raddoppiato, arrivando vicino ai 14 miliardi. E questo lo fa entrare nei primi 15 uomini più ricchi del mondo, ad un passo dai creatori di Google, Larry Page e Sergey Brin. E anche il social network è vicino, come numeri di contatti negli Usa, al colosso dei motori di ricerca (e non solo). Insomma, diventa una lotta all'arma bianca.

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di Antonio Rispoli
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