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Due pianeti sopravvissuti all’espansione di una stella rossa

Ecco ciò che succederà alla terra tra 5 miliardi di anni


Ecco ciò che succederà alla terra tra 5 miliardi di anni
22/12/2011, 20:12

Secondo una scoperta pubblicata dalla rivista britannica Nature, la terra sarà distrutta. Infatti, secondo questa scoperta a cui ha partecipato anche lo scienziato italiano Roberto Silvotti dell’Inaf-Osservatorio di Torino, l’inferno che accadrà è inimmaginabile.
Per questo motivo si stanno scrutando con attenzione fotografie e dati raccolti dal satellite della Nasa Keplero di due pianeti della taglia un po’ inferiore a quella della Terra (KOI 55.01 e KOI 55.02) attorno a una stella (KIC 05807616) , una gigante rossa, uno stadio avanzato della sua vita.
Questi astri sono giganteschi tanto da poter avere una massa di dieci volte più grande rispetto al sole e relativamente freddi. Caratteristiche queste che assumeranno quando iniziano a esaurire la riserva di idrogeno. Allora si espandono, diventano più luminosi e di colore rossastro. In questa dilatazione coinvolgono ovviamente i pianeti circostanti sconvolgendoli. Ciò che hanno potuto notare gli astronomi è quello che resta dei due corpi originari che dovevano essere come il nostro Giove, ovvero rivestiti da un ampio strato gassoso. Questo è stato letteralmente strappato via lasciando soltanto il loro nucleo solido centrale probabilmente costituito da nuclei pesanti come il ferro. Entrambi ruotano rapidissimi intorno all’astro-madre al quale sono vicinissimi: da due a tre volte la distanza Terra-Luna. Questo fa ritenere che la loro temperatura superficiale sia intorno ai 9 mila gradi Kelvin (circa 8.700 gradi centigradi).
Secondo una notizia diffusa dalla Cornell University e pubblicata su Arxiv, la terra avrebbe la compagnia di ben due terre. Partendo dalla scoperta di un asteroide avvistato nel 2006 e rimasto per circa un anno a orbitare intorno al pianeta azzurro, gli studiosi hanno sviluppato dei calcoli arrivando a una sorpresa. L’equazione elaborata sulla base della forza gravitazionale terrestre porterebbe a concludere che periodicamente dovrebbe stazionare per alcuni mesi almeno un asteroide attratto nelle nostre vicinanze. Così la Luna non sarebbe sempre sola e, se si volesse, sarebbe anche facile raggiungerlo e studiarlo.

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di Erika Noschese
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