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ECCO LA LEGGE 40: MENO FIGLI, PIU' MALATI E HANDICAPPATI


ECCO LA LEGGE 40: MENO FIGLI, PIU' MALATI E HANDICAPPATI
13/01/2009, 09:01

Quando nel 2004 fu introdotta la legge 40, che dettava le norme sulla fecondazione assistita, l'allora governo, guidato dagli estremisti cattolici come Giovanardi, Buttiglione e via dicendo, esultò, dicendo che finalmente era stata messa fine al "far west della procreazione". Inoltre si impegnarono a far conoscere al Parlamento, tramite relazioni annuali, l'evoluzione del settore. Relazioni che non sono mai state rese note al Parlamento, probabilmente perchè i dati sono angoscianti. Sempre più coppie ormai non tentano neanche di ottenere la fecondazione in Italia, quando hanno le possibilità economiche per andare all'estero. E coloro che sono in Italia hanno serissimi problemi. Innanzitutto, la percentuale di coppie che ottengono un figlio dall'intervento è scesa dal 25% del 2003 al 21%del 2006. E poichè nella legge c'è il divieto di congelare embrioni e l'obbligo di prenderne tre, fecoindarli tutti e reimpiantarli tutti, questo significa doversi sottoporre al dolore fisico di una nuova stimolazione ormonale. Inoltre l'impianto di tre ovociti fecondati nella donna ha portato conseguenze gravi nei piccoli anche quando l'intervento è riuscito: mortalità prenatale da due a tre volte più alta, ricoveri nelle rianimazioni neonatali 5 volte maggiori, 4 volte più alta la percentuale di paralisi cerebrale. Con costi economici da 5 a 10 volte maggiori. E stiamo parlando comunque di migliaia di casi all'anno.

Inoltre, dato che c'è il divieto della diagnosi prenatale, le coppie portatrici di malattie genetiche (come l'anemia falciforme, per esempio) hanno di fronte a loro un muro insuperabile: se vogliono fare un figlio, sarà a rischio e pericolo del piccolo.

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di Antonio Rispoli
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