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Ecomafia: presentato il rapporto 2010 di Legambiente


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Ecomafia: presentato il rapporto 2010 di Legambiente
17/06/2010, 14:06

NAPOLI - Convegno alla Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, sulle Ecomafie, organizzato da Legambiente. La Campania sempre più capitale dell'ecomafia. Una mattanza silenziosa ed invisibile che con veleni e cemento commette omicidi differiti nel tempo. Un anno di affari senza precedenti: oltre 4,5 miliardi di euro il giro d'affari nel 2009 gestito da ben 80 clan. Per il 16° anno consecutivo, la Campania è maglia nera nell'illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e nel cemento. Legambiente Campania ha posto la battaglia contro le ecomafie e le illegalità ambientali in genere, tra le attività prioritarie della sua azione. La nostra regione è leader a livello nazionale nei reati contro l'ambiente, un business gestito dalla criminalità organizzata con cifre a nove zeri e che ha provocato danni ambientali spaventosi.
Il termine, "ecomafia" coniato da Legambiente ed entrato nel vocabolario Zingarelli, indica, quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business. Il fenomeno, viene affrontato dal 1997 in modo sistematico nell'annuale "Rapporto Ecomafia" un'opera collettiva, coordinata dall'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e realizzata in collaborazione con tutte le forze dell'ordine (Arma dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni a statuto speciale, Capitanerie di porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Direzione investigativa antimafia), l'istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relativo all'abusivismo edilizio), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale e avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente.
I Rapporti si occupano dei traffici illegali di rifiuti e di abusivismo edilizio, di combattimenti clandestini tra cani e di saccheggio dei beni archeologici, di commercio illegale di specie protette e di legname pregiato. E poi elencano i nomi dei clan mafiosi coinvolti. I numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell'ordine. Ed ancora, raccontano le storie, spesso davvero sconvolgenti, di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro Paese.
Grazie all'attività di Legambiente, nella nostra regione sul fenomeno ecomafia stanno indagando varie Procure e numerosi magistrati, ma la battaglia contro gli ecocriminali è ancora tutta da vincere per liberare la nostra regione e l'intero paese da questa "piovra" che opprime i cittadini, distrugge il territorio e impedisce la nascita e lo sviluppo di un imprenditoria sana e moderna.

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di Nando Cirella
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