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ECOMONDO: PER UN MONDO DELL'AUTO MIGLIORE E PULITO


ECOMONDO: PER UN MONDO DELL'AUTO MIGLIORE E PULITO
06/11/2008, 11:11

Dal 5 all’8 novembre si svolge a Rimini la 12esima edizione di ECOMONDO, fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile. Ospitata presso Rimini Fiera, la manifestazione presenta la più ampia gamma di opportunità tecnologiche, sistemi e attrezzature, servizi per risolvere i complessi e specifici problemi ambientali. Oltre all’area espositiva, ECOMONDO propone un ricco calendario di convegni, incontri e tavoli di discussione dedicati a queste tematiche.

Tra questi appuntamenti si segnala il convegno “I veicoli fuori uso - La svolta per il risultato” in programma la mattina del 6 novembre presso la Sala Neri 2, cui seguirà una tavola rotonda che darà voce a tutti gli attori coinvolti in questo ambito. All’evento partecipa Salvatore Di Carlo (responsabile Engineering & Design - End of Life Vehicles & Car Recycling di Fiat Group Automobiles) in qualità di coordinatore riconosciuto dalle altre Case automobilistiche, dalla filiera del riciclo vetture e dalle Autorità pubbliche.

L’argomento centrale del convegno è l’approfondimento dell’”Accordo di Programma Quadro sulla gestione dei veicoli fuori uso” siglato lo scorso 8 maggio a Roma dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle Associazioni che rappresentano la filiera industriale del trattamento dei veicoli a fine vita (ANFIA e UNRAE per i costruttori di autoveicoli - FEDERAICPA per i concessionari di autoveicoli - FISE-UNIRE, CAR-CNA e ADA per le aziende di demolizione - ASSOFERMET per demolizione, frantumazione e recupero/commercio di rottame - AIRA per i frantumatori di rottame metallico). Obiettivo: dare una risposta industrialmente concreta ed in linea con i più impegnativi target di riciclaggio veicoli fissati dalla Commissione Europea al problema di 1,5 milioni di veicoli demoliti ogni anno in Italia.

L’Accordo rappresenta il primo e più avanzato esempio in Europa in cui tutti gli attori coinvolti in una filiera industriale, dalla più grande industria automobilistica nazionale alla più piccola impresa familiare di demolizione, lavorano con i responsabili dei Ministeri Competenti con l’ambizione di trasformare questo enorme quantitativo di rifiuti in una “miniera” di materie prima con un progetto completo e all’avanguardia nel campo dell’ambiente.

Da sottolineare che l’”Accordo di Programma Quadro sulla gestione dei veicoli fuori uso” rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato dal Gruppo Fiat nel 1997 con il Progetto F.A.RE. (Fiat Auto Recycling), un sistema per riutilizzare non soltanto il metallo, ma tutti i materiali (vetri, plastiche e imbottiture) con i quali sono costruite le vetture. L'iniziativa che riscosse un buon successo prevedeva già la proficua collaborazione tra industria, demolitori e aziende specializzate nel riciclaggio.


Il contesto e la Direttiva Europea (2000/53/ CE)

Ogni anno in Europa vengono rottamati circa 15 milioni di veicoli (solo in Italia nel 2007 la cifra era superiore a 1,5 milioni). In questo contesto opera da sempre una “filiera “ composta da operatori del settore (demolitori, rottamatori, frantumatori) che tratta tutti questi veicoli ricavandone un business fatto di materiali pregiati (acciaio,leghe leggere eccetera) e di ricambistica usata.

Nel 2000 è stata promulgata una Direttiva Europea (2000/53/ CE) che si preoccupa di disciplinare ed aumentare l’efficienza ambientale della gestione dei veicoli fuori uso imponendo una serie di vincoli sia sulla fase di progettazione dei veicoli (al bando i metalli pesanti, marchiatura eccetera) sia sulla fase della gestione del fine vita: target di riciclaggio e recupero energetico, tempi di raggiungimento, responsabilità, impegni verso i cittadini proprietari del bene veicolo ormai giunto alla fine del suo utilizzo. La direttiva è stata recepita in tutti i Paesi EU e in Italia con il D.Lgs. 209/2003 e SMI.


Con il recente Accordo l’Italia punta alla leadership del settore in Europa

Da sempre l’Italia vanta una storica capacità di riciclo dei materiali, oltre ad una notevole presenza di Aziende medie e piccole, di artigiani e di una forte capillarità sul territorio per il comparto demolizione/recupero del veicolo a fine vita. A fronte di queste aree di eccellenza, il Paese presenta scarsi collegamenti fra le Aziende o fra i settori inerenti la filiera nel suo complesso. Inoltre, il contesto nazionale mostra la difficoltà di molti operatori nell’affrontare le fasi procedurali e documentali tipiche delle legislazioni ambientali. A questo quadro si aggiunge anche una concorrenza estera che gode di elementi procedurali/legislativi meno sofisticati. Tutto ciò ha prodotto forti tensioni e difficoltà nel settore che, a fronte di un’elevata capacità operativa a livello europeo, vede proiettata un’immagine di sé in una posizione assolutamente non meritata.

Dunque, raccogliendo lo spirito della Direttiva EU tradotto nella legge Italiana, i grandi Gruppi Industriali produttori di veicoli e le Associazioni dei rivenditori hanno stretto una collaborazione con il resto della filiera operativa del Fine Vita Vetture. In questo modo, ognuno nelle proprie competenze specifiche, ciascun membro si riconosce come parte integrante di una filiera capace di trasformare un prodotto, giunto alla fine della sua vita utile, da rifiuto in “miniera” di nuova materia prima. Dunque, un processo che da una parte ha una forte valenza ambientale, dall’altra parte assicura una capacità di business tale da farne un elemento positivo per l’intera economia nazionale. Da qui nasce l’”Accordo di Programma Quadro sulla gestione dei veicoli fuori uso”, una proposta completa e complessa alle Istituzioni responsabili in questo settore, approfondita e trasformata in un forte impegno a cambiare il modo di lavorare del comparto per puntare al ruolo di leadership in Europa.
 

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di Redazione
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