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Egidio Riggio: un paziente su cinque chiede una correzione


Egidio Riggio: un paziente su cinque chiede una correzione
03/02/2011, 10:02

E' in forte crescita il numero di chi è costretto a ricorrere a un secondo intervento di chirurgia estetica per porre rimedio ai danni di una precedente operazione.

Il maggior numero di errori riguarda le protesi mammarie, che interessano l'80% delle operazioni totali, ma come segnalato dal New York Times tra le operazioni che necessitano di ulteriori interventi ci sono anche i lifting e le rinoplastiche.

Una conferma per l'Italia arriva dai dati del Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato: la mastoplastica additiva al seno è l’intervento che raccoglie il maggior numero di segnalazioni per presunti errori del chirurgo con il 30% delle lamentele, seguono la riduzione del seno (15%), interventi sui capillari (12%), rinoplastica (12%), blefaroplastica (9%), chirurgia plastica alle orecchie (6%). Secondo un'indagine dell’ISPLAD le richieste di un intervento riparatore dopo un precedente andato male sono cresciute del 40%.

Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano avverte “molti pazienti ancora oggi si affidano a medici scarsamente qualificati che spesso operano in ambulatori non idonei, esaminando superficialmente ogni caso clinico. Soprattutto per quanto riguarda la mastoplastica additiva troppo spesso assistiamo alla mancanza di una giusta progettazione preoperatoria e di una corretta e seria informazione medico-scientifica, e vi sono chirurghi che non rilasciano nemmeno la documentazione originale delle protesi inserite.”

“Siamo arrivati al punto che si promuove come un vantaggio l’offerta di un re-intervento totalmente gratuito in caso di insuccesso – prosegue Riggio - , senza dare spiegazioni chiare di cosa sia successo e soprattutto di come porre rimedio all'errore. E' una dinamica subdolamente perversa in quanto lega psicologicamente il paziente deluso al suo 'carnefice', dal momento che scegliere un altro chirurgo comporterebbe dei costi aggiuntivi, spesso eccessivi per le proprie finanze.”

Proprio la comunicazione tra chirurgo e paziente è spesso lacunosa, sia a causa di una scarsa professionalità che di forti interessi commerciali, con una conseguente cattiva informazione sui reali rischi e sui veri vantaggi di un'operazione.

“Purtroppo ho verificato – continua Riggio - come tante donne operate al seno e rioperate negli ultimi dieci-quindici anni dimostrino di avere idee vaghe su modello, marca e volume delle protesi inserite e come a volte le protesi rimosse non corrispondano neppure a quanto creduto dalle pazienti.

Assurdamente è proprio la donna, soprattutto se giovane, ad affidarsi a mani inesperte e a non comprendere la delicata funzione che la propria ghiandola ha per la vita familiare presente o futura, per la vita di relazione, e l’interferenza con la prevenzione e la cura dei tumori al seno che ancora oggi rappresentano il maggior rischio oncologico. A causa di uno o più interventi progettati e realizzati male, molte donne soffrono per anni, e ne parlano a mala pena con la persona con cui convivono.

Una volta operato il seno come peraltro il naso, il volto o il gluteo, non potrà mai più ritornare come prima, e non è sempre possibile rimediare agli errori commessi precedentemente con un secondo intervento.

“Per una corretta operazione – spiega Riggio – è necessaria un'approfondita analisi del paziente e delle eventuali problematiche e delle precauzioni da seguire, ma alcune volte queste regole basilari non vengono rispettate andando incontro a complicanze di non facile risoluzione nemmeno con un secondo intervento. Stando alla mia esperienza, negli ultimi cinque anni la percentuale di pazienti che si sono sottoposti ad una revisione chirurgica più o meno totale è cresciuta fino a raggiungere il 20% del totale. E questa è solo la punta dell’iceberg di chi ha maturato una negativa esperienza con la chirurgia estetica e la medicina estetica. Risultati simili si verificano con l’impiego dei fillers di riempimento per rughe, labbra, zigomi”.

Un'ulteriore conferma arriva dai dati rilevati dalla British Association of Aesthetic Plastic Surgeons: il 40% dei suoi chirurghi dichiara di aver dovuto correggere complicazioni causate dall’iniezione permanente di filler eseguita in modo approssimativo in centri e cliniche private, mentre il 20% ha dovuto correggere complicazioni dovute a liposuzione e rimodellamento del corpo.

Anche tra le celebrità non mancano esempi di 'pentiti' illustri. Ad esempio la bellissima Nicole Kidman negli ultimi anni ha mostrato un viso sempre più inespressivo per colpa di trattamenti a base di botulino che non l'hanno lasciata soddisfatta (El Paìs 07/01/11). Carmen Electra si è pentita di essersi sottoposta ad un intervento di mastoplastica additiva con protesi troppo grandi e Victoria Beckham dopo aver effettuato due aumenti di seno è tornata dal chirurgo per farselo ridurre. Lo stesso hanno fatto Pamela Anderson, celebre per i suoi impianti al seno che si è fatta ridurre, e Demi Moore. (El nuevo dìa 02/01/11)

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di redazione
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