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Elezioni regionali: Nasce il partito di Facebook


Elezioni regionali: Nasce il partito di Facebook
15/02/2010, 18:02

Nell’attesa che si definisca il quadro delle candidature per le prossime elezioni Regionali e per il rinnovo di molti Enti locali, c’è chi già si pone in posizione antagonista per decisioni che, ancora una volta, appaiono calate dall’alto e che non rispondono affatto alle effettive esigenze delle popolazioni amministrate. In questi giorni il dissenso è approdato anche sul social network può cliccato del momento, e così su Facebook, Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari ha creato il gruppo “ IL PARTITO DI FACEBOOK “, che sta riscuotendo notevole successo, con il traguardo di quasi mille iscritti (http://www.facebook.com/group.php?gid=96993057669 ) e con l’obiettivo, neppure troppo celato, di diventare il primo partito in Italia, sommando il numero di coloro che, non riconoscendosi nei raggruppamenti eterogenei che si stanno formando attraverso i partiti tradizionali,  o non andranno proprio a votare o voteranno annullando la scheda oppure deponendola nell’urna senza esprimere alcun voto, in pratica votando scheda bianca “.
            “ Le ragioni del dissenso sono molteplici – afferma Capodanno -. La prima più evidente riguarda i costi della politica. Da lustri si parla dell’abolizione di Enti quali le Province, le Comunità montane e le Municipalità, in un quadro di semplificazione che tra l’altro prevede, nell’ambito delle grandi città, l’istituzione delle cosiddette aree metropolitane. Invece questo progetto rimane solo sulla carta. Peraltro nulla di nuovo in una nazione dove si arriva all’assurdo di mantenere in vita un’amministrazione comunale in un paese che conta 34 abitanti, con un sindaco, un vicesindaco, assessori e consiglieri comunali “.
            “ Ci sono poi motivazioni che riguardano i criteri adoperati per la scelta dei candidati, che sembrano sfuggire ad ogni logica, se non a quelle legate al trasformismo e all’improvvisazione, peraltro  dettate dai potenti di turno. Né trova concreto spazio il cosiddetto codice etico del quale sembra, a parole, che tutti vogliano dotarsi i partiti tradizionali per poi trovare una miriade di escamotage per candidare personaggi al centro di inchieste giudiziarie – continua Capodanno -. Nel complesso si osserva una sorta di “assalto alla diligenza” con una sorta di gara a saltare sul carro del presunto vincitore, rinnegando sovente il proprio passato politico, per trovare o ritrovare un posto al sole “.
            “ Basta guardare al “caso Campania “, - conclude Capodanno -, una Regione che per palesi inefficienze da addebitare all’attuale classe dirigente, sia della maggioranza sia dell’opposizione, è stata, in un recente passato per mesi, alla ribalta delle cronache, con articoli pubblicati sui giornali e con servizi sulle emittenti televisive di tutto il mondo, con i maleodoranti cumuli della spazzatura, dove oggi si assiste alla corsa ad un posto in lista di molti di coloro che rivestivano, nei periodi bui, ed ancora rivestono, ruoli politici ed amministrativi “.

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di Redazione
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