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Endocrinologi per tre giorni a convegno

La rete come strumento di efficienza della sanità

Endocrinologi per tre giorni a convegno
28/06/2011, 13:06

"La prevenzione, una corretta alimentazione, uno stile di vita sano e un costante confronto tra medici sono alla base di una buona sanità per la Campania". Questi e altri i temi che saranno affrontati nel corso della tre giorni dedicata alle malattie endocrine aperta oggi nel complesso universitario di Monte Sant’Angelo dal coordinatore scientifico del III forum di aggiornamento in tema di terapia delle malattie endocrine professoressa Annamaria Colao, tra i cento migliori scienziati italiani nel mondo che ha sottolineato che l'endocrinologia ha un impact factor sulla popolazione secondo solo all'ematologia. L’evento, articolato in un programma che tocca tutte le patologie endocrine principali, ha lo scopo di rivedere i percorsi diagnostici terapeutici per consentire un’omogeneità di comportamenti tra tutti gli attori del percorso salute in regione Campania (MG, specialisti ambulatoriali, specialisti ospedalieri e universitari) ma anche di porsi come momento di incontro che permetta scambi di opinioni personali.

In questa edizione abbiamo inserito alcune sessioni pratiche, la diagnosi medico nucleare nei tumori neuroendocrini e adenomi ipofisari, l’ecografia tiroidea e metodiche associate, che prevedono dimostrazioni tecnico-metodologiche e prove pratiche sulle apparecchiature. Inoltre abbiamo introdotto una sessione di presentazione dei lavori originali dei giovani endocrinologi in forma di Poster che rappresenta un sistema molto agile e informale per presentare i propri contributi scientifici”, ha proseguito la scienziata aprendo i lavori cui hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali Miraglia e Amendolara, il rettore e presidente del consiglio comunale Pasquino, e i presidenti degli Ordini dei medici di Napoli, Salerno e Avellino. La sessione “giovani” è particolarmente importante non solo per la formazione scientifica delle nuove leve in endocrinologia ma anche per la possibilità di condividere le innovazioni in ricerca endocrino-metabolica tra le scuole campane favorendo la collaborazione tra i giovani ricercatori.

E’ questa la premessa che ispira il convegno “Malattie endocrine”, una tre giorni di confronto alla quale prenderanno parte esperti di endocrinologia (oltre 2000 gli endocrinologi campani), ospedalieri e docenti universitari dei vari atenei della Campania per discutere delle varie patologie legate alla sfera endocrina e che riguardano la specifica realtà regionale in riferimento alla tipologia del cittadino-paziente campano.

Il forum, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati e le iniziative realizzate nei due anni del progetto Ca.R.E. (Campania Rete Endocrinologia) www.progettocare.it, lanciato nel corso della prima edizione del forum. La rete offre a tutti i medici e in particolare agli endocrinologi le informazioni e gli aggiornamenti necessari sulle terapie così come si mettono in contatto ricercatori universitari e medici anche sul fronte della sperimentazione farmacologica.

Il progetto Ca.r.e. (un acronimo che significa “Campania rete endocrinologia” ma che in inglese diventa “mi prendo cura”) rappresenta la prima operazione realizzata in Italia di rete telematica tra endocrinologi. Basterà collegarsi al sito www.progettocare.it o www.endocare.it e registrarsi gratuitamente inserendo una username e una password per poter accedere alla piattaforma e avviare uno scambio di informazioni e aggiornamenti con i medici delle altre strutture sanitarie territoriali.

“Il progetto Ca.r.e. ha un triplice scopo - spiega la professoressa Annamaria Colao -: intende offrire uno strumento valido a tutti i colleghi che operano sul territorio campano per consentirgli di consultare in tempo reale una delle quattro strutture di II livello operanti in Campania. Ciò garantirà la possibilità di stabilire un idoneo e specifico protocollo diagnostico oltre che specifiche terapie mediche o chirurgiche; costituire registri di patologie rare e di sorveglianza di farmaci speciali oggi inesistenti sul territorio nazionale; infine consentire un rapido arruolamento di pazienti in trials di terapie innovative”. Dunque anche farmaci sperimentali e quant’altro utile per migliorare l’efficienza del sistema sanitario campano. Il servizio offre ovvie ricadute positive: lo scambio di informazioni e aggiornamenti, per adesso accessibili ai soli medici ma in futuro fruibili anche dai cittadini, per esempio consentirà certamente di ridurre la migrazione sanitaria, migliorando le prestazioni riducendo le spese e aprirà nuove frontiere di ricerca.



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di Redazione
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