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Senza le opportune norme igieniche, si favorisce la malattia

Epatite B ed agopuntura, legame sospetto


Epatite B ed agopuntura, legame sospetto
27/03/2010, 16:03

Alcuni medici hanno appena lanciato l'allarme Epatite B per tutti coloro che si sottopongono all'agopuntura. Senza l'opportuno e meticoloso rispetto delle norme igienico-sanitarie, infatti, il procedimento " “rappresenta un vero rischio di trasmissione del virus dell’epatite B che, bisogna ricordarlo, è molto più contagioso rispetto ad altri, come ad esempio quello dell’Hiv".
Ad affermarlo è Robert Gish dell’università di San Francisco. Come si legge su Newnotizie, infatti, l'esperto avverte sui pericoli di una scarsa igiene  durante questa forma di terapia molto diffusa in oriene e precisa infatti che:"in molti luoghi non sterilizzano gli strumenti per l’agopuntura, il che ha la stessa gravità che se non si sterilizzassero gli aghi delle siringhe o altri strumenti sanitari. L’epatite B si trasmette proprio dal sangue infetto e dal sesso promiscuo, come l’Aids, e la diffusione dell’agopuntura in Asia, che ne è la patria, certo non contribuisce a diminuire le infezioni che ogni anno mietono centinaia di migliaia di vittime".
A confermare parole e preoccupazioni di Gish ci sarebbero proprio le statistiche collegati all'insorgenza della grave patologia in particolare nell'Asia. Nel continente, infatti, esiste una concentrazione del 75% (3-4) di ammalati cronici di Epatite B. 20 milioni di malati si trovano difatti solo in Cina; a dispetto dei 14 milioni d'europei, africani e mediorientali messi insieme.
Per combattere il fenome di diffisione dell'epatite, c'è chi ha deciso di puntare moltissimo sui bimbi; coinvolgendo nel giro di due anni 114.166 studenti di 451 scuole elementari delle citta’ di 
Pechino, Gansu e Ningxia e sottoponendo al test per l'HBV Ventimila giovani. Il programma di prevenzione si chiama Delivering Hope ed è stato lanciato dalla fondazione Bristol-Myers Squibb. Dai bambini il messaggio informativo di prevenzione passa ai genitori; creando un circolo virtuoso che possa aiutare ad evitare il contagio nel prossimo futuro. Molte volte, infatti, fa più vittime la disinformazione che la patologia stessa.

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di Germano Milite
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