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La modella replica: “Io non ti abbandono”

Fabrizio Corona scrive alla Moric: “Nina sei il mio fallimento”


Fabrizio Corona scrive alla Moric: “Nina sei il mio fallimento”
15/01/2014, 21:34

"Ti sei rivelata esattamente per quello che sei, una persona egoista. Guardandoti da fuori, da un luogo di vera sofferenza, mi sono reso conto che non meriti più niente e non ti giustifico più. Sapere che sei stata mia moglie oggi mi fa sentire un fallito". È l’ultima parte della lettera che l’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona, ha scritto alla sua ex moglie Nina Moric, poi pubblicata dal settimanale Chi. Una lettera non senza una risposta. Si, perché la Moric risponde a Corona, dicendo: “Io non ti abbandono”.
Corona, nella lettera, parla di tutto: dalle liti alla gelosia, dalla depressione alle accuse in tv per screditarlo, non fargli vedere il figlio Carlos e le accuse infondate: "Gli arresti domiciliari nella nostra casa sono stati una tragedia: litigate continue, la tua fuga per gelosia, il tuo tentativo di distruggere le cose belle che facevo", scrive ancora Corona. L'unica cosa positiva del loro rapporto il figlio, Carlos, che a detta dello stesso papà, "ha pagato le vere conseguenze del nostro rapporto conflittuale. Capire come faccia ad essere così perfetto, così speciale con due genitori come noi, resta un mistero. Sono convinto che qualcuno l'ha mandato per salvarci, entrambi, io e te. Il resto è storia, Nina. Tu non cambierai mai e io ho deciso di dire basta!".
Nina Moric per perde occasione per rispondere all’ex marito, con una lettera a cuore aperto: "Tutto è finito in quel maledetto 2007. Non avevo il coraggio di lasciarti, anche se non c'era più niente. La mattina del tuo arresto hai messo il cappello e, prima di uscire, mi hai detto:'Non mi abbandonare'. Ma eri già abbandonato". Parla del suo carattere, "Lo so, sono una che perde la pazienza e reagisce male" ma alla fine promette "Non ti farò mai mancare l'affetto di Carlos. E non ti porto rancore. Ti auguro di uscire dal carcere e di ritrovare la tua vita".

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di Erika Noschese
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