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Un commento a chiudere le notizie sulle ferite di Berlusconi

Facebook e il potere della Rete


Facebook e il potere della Rete
08/01/2010, 09:01

In questi giorni mi sono occupato delle ferite - per me fasulle - che Berlusconi sostiene di avere ricevuto a piazza Duomo al Milano lo scorso 13 dicembre. Ammetto che quando l'ho fatta, pensavo fosse una di quelle notizie come tante, tanto mi sembrava ovvio. Ho fatto la notizia, l'ho postata su Facebook - come faccio sovente - e per me il discorso era chiuso, sono passato ad altro. Improvvisamente vedo giungere grappoli di commenti ad un ritmo tale che faccio fatica a rispondere con la stessa velocità. Poi, guardandomi in giro, dando un'occhiata ai dati e facendo qualche ricerca, mi sono reso conto che il boom era stato causato semplicemente da Facebook. La mia notizia era stata copiata dai miei contatti, e poi via via si era espansa, finendo su decine di siti e di blog; e questo ne aveva permesso una diffusione eccezionalmente alta rispetto alla media. E così mi sono reso conto in prima persona di qual è il potere della Rete, sia pure in minima parte. Perchè un conto è seguire il potere del passaparola dall'esterno, come è capitato con il "No B-Day", che ho seguito, ma dal punto di vista informativo.Ma quando ti arrivano 10 volte i commenti della notizia fino a quel momento più commentata, è ben altra categoria.
Ed è questo che mi ha dato da pensare, e mi ha fatto capire fino in fondo qual è il pericolo, per questo governo, costituito da Internet. Una notizia - basata su un paio di foto, quindi qualcosa che poteva fare chiunque - di cui pochi parlano, ma che riesce ad essere diffusa attraverso un passaparola. Basta riuscire a potenziare un po' il sistema e si crea un autentico canale di contro-informazione, che sconfigga l'informazione ufficiale, che sembra ormai bloccata su linee note e poco simpatiche, a parte qualchje rara eccezione. In questi giorni per esempio si parla di reintrodurre l'immunità parlamentare; di fare una legge costituzionale che protegga Berlusconi da qualsiasi processo futuro; di una legge che stabilisce che il fatto di stare al governo costituisce ipso facto una impossibilità ad essere processato; di una legge che obbliga a fare qualsiasi processo, compresi quelli per omicidio e per mafia, entro due anni e mezzo, pena la cancellazione del processo stesso. Ma sembra che nessuno se ne sia accorto. Perchè nessuno ne parla. Addirittura nessun giornale e nessun TG ha puntato il dito sul fatto che il governo Berlusconi ha usato il segreto di Stato per coprire coloro che hanno sorvegliato, spiato, pedinato e fatto dossier sui suoi avversari politici e non (deputati del centrosinistra, magistrati, giornalisti) ed impedire che queste persone - il capo del Sismi Pollari, e il capo della Security della Telecom Tavaroli, per intenderci - venissero processate. Se una cosa del genere succedesse in Germania o in Inghilterra o in Francia, i giornalisti ne parlerebbero per settimane. In Italia nulla. Allora cosa impedisce al governo di ordinare di fare ancora altri dossier contro i giornalisti scomodi o anche le persone scomode per eliminare qualsiasi resistenza? Ancora di più: cosa impedisce di creare false accuse? Per esempio un uomo del Sismi entra a casa di Travaglio o di Santoro, lascia un po' di droga o di esplosivo, dopo di che si manda la Polizia a trovarli e ad arrestare i giornalisti. E così sono eliminati. Tanto, se anche qualcosa saltasse fuori contro i veri responsabili, basta apporre il segreto di Stato e nessuno verrebbe condannato. Ciò che è stato fatto è gravissimo, e non è fantascienza. E' una cosa fattibile. Ma chi ne parla? Nessuno.

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di Antonio Rispoli
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