Cyber, scienza e gossip / Internet

Commenta Stampa

Altra "bufera" intorno al noto socialnetwork

Facebook in tilt, i dati di 100milioni di utenti finiscono sul web


Facebook in tilt, i dati di 100milioni di utenti finiscono sul web
29/07/2010, 18:07

A quanto pare non c'è giorno che la creatura di Mark Zuckerberg non faccia parlare di se per record d'iscritti, rivendicazioni multimilionarie da parte di ex collaboratori e falle nel sistema di gestione della privacy degli utenti.
Questa volta, lo scherzetto ai frequentatori abituali del socialnetwork in blu, è stato organizzato dal programmatore Ron Bowes (di Skull Security) che, grazie ad un software di web crawler, è riuscito a fare incetta di ben 2.8GB di dati sensibili; diffondendo in rete date di nascita, numeri di telefono, indirizzi e nominativi di 100 milioni di iscritti; selezionati tra i numerosi che ancora non hanno provveduto a modificare nel proprio impostazioni personali la possibilità da parte di motori di ricerca generici (tipo google e yahoo) di indicizzare le informazioni contenute all'interno del social.
A confermare l'operazione (tra l'altro legale poichè non in violazione dei codici), è stato anche Affaritaliani.it. Il noto portale di news ha infatti precisato che, Bowes, ha diffuso al di fuori di facebook i dati sensibili di tutti coloro che non hanno modificato il proprio account in modo tale da non risultare raggiungibili attraverso i motori di ricerca. Un tipo di azione sulla quale, però, molte riviste on-line hanno spudoratamente speculato; parlando di "violazione della privacy" anche riguardo la diffusione via web di informazioni comunque facilmente raggiungibili e rese pubbliche dagli stessi utenti di fb...
Per dirla breve, se sono così tanto attento e desideroso di mantenere intatta la mia privacy, evito di inserire numeri di telefono ed indirizzo specifico della mia abitazione su internet e, soprattutto, evito di impostare su "pubblica"(e cioè visualizzabile anche ai non amici e ai non iscritti) la mia bacheca personale e la sezione "info" del mio profilo.
Almeno in questo caso, dunque, si è fatto probabilmente tanto baccato per (quasi) nulla.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©