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Nel paese del Sol Levante si preferisce l'anonimato

Facebook mania ovunque, tranne che in Giappone

Solo 2 milioni gli utenti nipponici iscritti al social

Facebook mania ovunque, tranne che in Giappone
11/01/2011, 21:01

Il Social Network di Mark Zuckerberg, da poco valutato circa 50 miliardi di dollari (fino al 2008 ne valeva "solo" 2) ed arrivato all'impressionanate record di 600 milioni di "addicted" in tutto il globo, sembra tuttavia non riuscire a conquistare un paese in particolare: il Giappone.
Con 2 milioni di iscritti al social in blu, infatti, i nipponici fanno registare un misero (ed incredibile) 2% totale di appeal. Eppure, gli iscritti ad altri portali simili a facebook come Mixi, Gree e Mobage Town, non sono pochi ed arrivano a 20 milioni (con un netto 20%). E allora, da cosa dipende la scarsa attitiduine dei giapponesi con la "creatura" di Zuckerberg?
A quanto pare, secondo quanto sostiene anche ZeusNews, l'origine dello scarso successo di facebook nel Paese del Sol levante sarebbe collegata all'impossibilità di nascondere la propria idendità e, quindi, alla gestione troppo disinvolta e precaria della privacy degli iscritti. Su tutti gli altri social in voga nel paese, si riflette, gli utenti possono interagire mantenendo un rigoroso anonimato e senza dover per forza utilizzare il proprio nome e cognome.
Eppure, la rivoluzione di fb, ciò che gli ha permesso di espandersi a macchia d'olio in tutto il mondo, è stata proprio la possibilità di ritrovare amici, parenti e conoscenti che si erano magari persi di vista digitando semplicemente il loro nome. L'abbandono del classico nickname, ha permesso a milioni di internauti di ritrovare i propri compagni di scuola, vecchi amici d'infanzia e parenti lontani. E allora? I Giapponesi non sentono questa esigenza? O magari sono così ossessivamente riservati da preferire l'anonimato totale all'effetto "Carramba" ed alla condivisione di immagini, pensieri e desideri con le persone rese meno "virtuali" dalla riconoscobilità?
Inoltre, ultimamente, anche su facebook sono comparsi numerosissimi utenti con nickname di fantasia e profili riservati ed anonimi. E dunque? Il problema è probabilmente diverso e di più difficile individuazione. Non è un caso, tra l'altro, che lo staff di Zuckerberg abbia deciso di lanciare una poderosa campagna pubblicitaria in terra nipponica.

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di Germano Milite
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