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Produrre nuovi server e nuovi centri dati più efficienti

Facebook, pronta a creare pc per social network


Facebook, pronta a creare pc per social network
09/04/2011, 11:04

Palo Alto (California) - Facebook, il secondo sito al mondo più visitato con oltre 500milioni di utenti, dopo aver sbaragliato la concorrenza di molti avversari nel web con idee innovative, vuole dire la sua anche nel mercato dei computer.
Il piano annunciato da Mark Zuckerberg nel corso di un media event, si chiama 'Open computer project' e verrà sviluppato, con l'importante collaborazione delle più grandi case produttrici al mondo di computer e componenti: Intel, Packard, Hewlett, Micro Devices, Dell, Advanced. L'investimento ammonterebbe a moltissimi milioni di dollari.
L'operazione principalmente mira a un obiettivo molto semplice: produrre nuovi server e nuovi centri dati, più economici e più efficienti, disegnati e ideati in modo da consentire ai nuovi computer del futuro un utilizzo migliore di internet e dei social network.
Zuckerberg, ha così illustrato e spiegato la scelta: "Da tempo abbiamo trovato che molti prodotti che vengono messi sul mercato non contengono esattamente quelle funzioni di cui noi abbiamo bisogno e di cui hanno bisogno le applicazioni degli altri social network. Abbiamo deciso di cimentarsi nella progettazione e nella realizzazione dei server del prossimo futuro in grado di garantirci le prestazioni e la flessibilità necessarie per la gestione dei social network''.
La scelta è dovuta anche al fatto che al momento le infrastrutture tecnologiche che sostengono social network riescono a far girare e sopportare in rete appena 30 miliardi di file video, audio, photo al mese.
Con questo progetto l'efficienza nello scambio di file multimediali dovrebbe aumentare del 38% e ridurre i costi del 24%.
L'azienda, che in pochissimi anni ha aumentato i suoi ricavi, dai 150 milioni di dollari del 2007 al miliardo del 2010, si appresta a dare sempre più fastidio e tagliare fette di mercato sempre più vaste a rivali come Google e Yahoo.

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di Zaccaria Pappalardo
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