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Lanciata in Inghilterra la misura anti-adescatori

Facebook tutelerà i minori con il "panic button"


Facebook tutelerà i minori con il 'panic button'
12/07/2010, 21:07

LONDRA - Nato dalla collaborazione tra Facebook ed il Child Exploitation and Online Protection Centre 1 (CEOP), il "panic button" introdotto da oggi in Gran Bretagna permettera agli iscritti al noto social network di età compresa tra i 13 ed i 18 anni di segnalare in via immediata ed ancora più semplice ogni tentativo d'adescamento on-line (anche solo presunto).
Il provvedimento è stato preso dopo che, lo stupratore seriale Peter Chapman, ha contattato proprio su facebook una 17enne fingendosi un suo coetaneo e, dopo averla incontrata dal vivo violentandola, l'ha brutalmente uccisa. Con il nuovo "pulsante d'emergenza" introdotto in Inghilterra, dunque, gli utenti più giovanni potranno segnalare direttamente il presunto adescatore agli amministratori di fb. Si rende conto della misura importante ma assolutemante non risolutiva la vicepresidente di Facebook Europa Joanna Shields che infatti osserva:"Non c'è una formula magica per rendere internet un luogo sicuro, ma abbiamo sviluppato un nuovo metodo per aiutare i giovani a sentirsi tutelati online". Inoltre, come precisano i responsabili del Ceop, la sola presenza del pulsante sulla home del profilo pubblico degli iscritti, dovrebbe rappresentare un deterrente abbastanza efficace per la maggior parte dei malintenzionati.
In ogni caso, ha spiegato la Shields, "'E' solo attraverso lo sforzo congiunto dell'industria, della polizia, dei genitori e dei ragazzi stessi che potremo mantenere la rete sicura".
L'iniziativa, per ora pensata in via esclusiva per i net surfer inglesi, è stata giudicata molto positivamente da Barbara Saltamarini, deputata del Pdl e responsabile per le pari opportunità:""Il 'panic button' lanciato da Facebook in Gran Bretagna - ha infatti spiegato - può essere un'utile iniziativa per proteggere i minori dalle insidie dei social network. Studi recenti purtroppo confermano che il cosiddetto 'grooming', ovvero l'adescamento online, è un fenomeno sempre più diffuso. Ben venga, dunque, l'applicazione. E credo anzi che sarebbe opportuno estendere questo progetto a tutti gli stati europei, realizzando una collaborazione tra Facebook e le associazioni nazionali che si occupano di tutela dei minori".

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di Redazione
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