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Per un paio d'ore visibili informazioni riservate

Facebook: un bug crea grossa falla nella privacy degli utenti



Facebook: un bug crea grossa falla nella privacy degli utenti
06/05/2010, 21:05

A quanto pare non è la prima volta che il "bug della privacy violata" colpisce il più noto e frequentato social network del mondo. Nella giornata di ieri, infatti, è stato possibile accedere per diverse ore ad informazioni degli utenti normalmente riservate (vedi anche video allegato).
Chi ieri si è trovato navigare su fb, difatti, ha probabilmente notato che per diverso tempo è stato impossibile accedere alla chat. Come mai? A disattivare la funzione aggiuntiva sono stati gli stessi amministratori che avevano notato un poderoso bug all'interno del sistema di gestione delle opzioni per la privacy degli oltre 400 milioni di iscritti. In pratica, accedendo dalla sezione "account-gestione privacy" al motore di ricerca interno e digitando un nome qualunque, era possibile visualizzare un preview del profilo selezionato che non teneva conto dei filtri "anti-ficcanasaggio" adoperati dal social network.
Digitando il nome Pinco Pallino,  ad esempio, si potevano vedere tutte le informazioni collegate al suo profilo personale: chat attive, richieste d'amicizia in attesa d'approvazione, informazioni personali e persino messaggi privati ricevuti ed inviati, notifiche, commenti ecc...fin quando i gestori non sono riusciti a trovare una soluzione al problema, quindi, chiunque poteva sbirciare nel profilo di un perfetto sconosciuto; anche se quest'ultimo non si trovava nella propria lista amici ed aveva le ipostazioni di visualizzazioni impostati sul massimo livello di riserbo. Un bell'incidente di percorso (l'ennesimo che colpisce la privacy dei membri) che ha scatenato non poche noie a facebook e diverse polemiche. Polemiche che, alla fine, sono scaturite in una richiesta specifica da parte delle autorità statunitensi: gli uomi di Zuckerberg saranno molto presto obbligati a rendere più trasparenti le modalità di gestione dei dati personali degli utenti e si dovranno preoccupare di fornire un sistema di protezione di questi ultimi che non solo sia al riparo da attacchi Hacker ma che, ovviamente, riesca a non collassare su se stesso come accaduto ieri.

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di Germano Milite
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