Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Fisioterapisti, torna la campagna "Giù le mani"


Fisioterapisti, torna la campagna 'Giù le mani'
07/09/2012, 13:26

 I fisioterapisti abusivi in Italia sono 100 mila, il doppio di quelli veri (50 mila). Un vero dramma non solo per chi svolge con competenza il proprio lavoro, ma anche per i pazienti, che si trovano, spesso in buona fede, nelle mani di persone incapaci che possono peggiorare le loro già precarie condizioni di salute. Ecco allora che l’Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi) ha deciso di promuovere una campagna nazionale per sensibilizzare i cittadini e informare pazienti e operatori. Uno slogan, “Giù le mani!”, molto chiaro, e una serie di servizi semplici ma fondamentali per aiutare tutti a riconoscere i professionisti veri, a segnalare situazioni sospette, ad ottenere informazioni corrette. Ecco dunque una locandina digitale che potrà essere rilanciata via email e attraverso i social network, un numero verde attivo per una settimana tutti i giorni per due ora al giorno dove potranno essere chieste tutte le informazioni necessarie, una pagina internet dove sarà possibile scaricare ogni materiale utile, e un indirizzo email dove ognuno potrà scrivere le proprie richieste ed ottenere risposte veloci. E soprattutto 4 consigli fondamentali per evitare brutte sorprese:
1) Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall’Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute; 
2) Verificare l’iscrizione ad una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale; 
3) Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente; 
4) chiedere sempre il rilascio della ricevuta fiscale, in caso di libero professionista. 
 
“Il fisioterapista ‘vero’ - spiega il presidente dell'AIFI, Antonio Bortone - è in possesso di una laurea triennale in fisioterapia conseguita solo presso l’Università. Per svolgere la professione, è necessaria la discussione della tesi e il superamento di una prova pratica, che sono l’esame di stato abilitante. I fisioterapisti sono poi obbligati all’aggiornamento previsto dal programma ECM (Educazione Continua in Medicina) del Ministero della Salute. Per legge, possono esercitare la professione di fisioterapista anche coloro che hanno conseguito un titolo riconosciuto equipollente o equivalente purché prima del 1999. Ad indicare la necessità di rivolgersi al fisioterapista è di norma il medico di famiglia o lo specialista. Spetta poi al Fisioterapista valutare i deficit funzionali della persona e su questi elabora, attua e verifica programmi di prevenzione, cura, recupero e riabilitazione di problematiche, congenite (cioè presenti dalla nascita) o acquisite, a livello motorio (ossa, muscoli, articolazioni), cardio-respiratorio, urologico, neurologico e cognitivo. Figuriamoci un operatore abusivo senza titoli, o con titoli non idonei, che guai può combinare”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©