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Fonti rinnovabili: Preoccupazione per l'attuazione della Direttiva 2009/28/CE


Fonti rinnovabili: Preoccupazione per l'attuazione della Direttiva 2009/28/CE
02/03/2011, 16:03

RENAEL, Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, in merito all’approvazione del Consiglio dei Ministri dello schema di Decreto legislativo, riguardante l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, esprime notevole preoccupazione per alcune previsioni normative in essa contenute che impedirebbero all’Italia di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla direttiva Europea, con gravi ripercussioni economiche e lavorative per lo sviluppo del settore.

RENAEL, con più di 40 agenzie per l’energia e l’ambiente, costituite nell’ambito del programma europeo IEE (Intelligent Energy Europe) e distribuite su tutto il territorio nazionale, costituisce una vasta rete di tecnostrutture presenti in Italia nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.

Nel dettaglio, con la modifica del sistema di incentivi del III Conto Energia 2011-2013, prevista dall’articolo 22 del Decreto, sarebbero rimessi in discussione i recenti accordi in merito agli incentivi pubblicati sulla G.U. n.197 del 24 agosto 2010, stabiliti dopo lunghe e faticose concertazioni nel comparto fotovoltaico, a detrimento degli ingenti investimenti già effettuati dagli operatori.

In particolare, il tetto massimo di 8.000 MW installati per il solare fotovoltaico, dopo il quale sarebbe previsto lo stop a qualsiasi incentivo, appare un limite incomprensibile, se paragonato ai 18.000 MW installati complessivamente nel solo 2010 in Germania.

Nel settore dell’energia Eolica il taglio retroattivo del 30% per gli incentivi già in vigore appare contrario alle indicazione dell’Unione Europea, che ha stabilito il divieto a qualsiasi intervento retroattivo, al fine di evitare il sorgere di gravi incertezze per gli investitori del settore.

Infine, la possibilità offerta dal Governo alle Regioni di differenziare localmente la soglia di potenza massima degli impianti autorizzabili tramite procedura semplificata, invece di stabilire un'unica soglia in tutto il territorio nazionale, come invece previsto dalla legge delega, rischia di far riemergere un sistema di soglie differenziate in forte contrasto con lo sviluppo omogeneo del settore nel nostro Paese.

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di Redazione
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