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Il nuovo metodo scientifico di Galilei

Galileo Galilei: il padre della scienza moderna


Galileo Galilei: il padre della scienza moderna
27/08/2010, 09:08

Galileo Galilei nacque a Pisa nel febbraio del 1564 da Vincenzo e Giulia Ammanati, dove studiò e occupò la cattedra di matematica per tre anni dal 1589 al 1592. In seguito, lasciò la didattica per dedicarsi alla ricerca scientifica. Si trasferì a Padova e vi rimase fino al 1610. In questi anni fecondi per la ricerca scientifica, le invenzioni e le scoperte, Galileo indagò i campi della meccanica, della termometria, della geometria e della meccanica dei fluidi. Inventò il termoscopio, uno strumento utile a misurare le variazioni di livello dei liquidi in rapporto alla temperatura, il compasso geometrico e quello militare, il microscopio che chiamò “occhialino”, il cannocchiale che gli fu utile per i suoi studi astronomici: grazie a questa invenzione, Galileo scoprì i satelliti di Giove. Galileo, indagando lo spazio, ebbe sempre più chiara nella sua mente la fondatezza delle teorie astronomiche enunciate da Copernico. Il Sole è al centro del Sistema solare e i pianeti ruotano intorno ad esso! Un assunto confermato dalla Scienza moderna, ma che all’epoca non era affatto accettato come verità scientifica. Persisteva l’idea, associata alla filosofia aristotelica, che la Terra fosse situata al centro dell’Universo e il Sole con gli altri pianeti le ruotassero intorno. La teoria aristotelica era riconosciuta dalla Chiesa cattolica, anche perché in perfetta aderenza con alcuni brani biblici dell’Antico Testamento, dove si narra della vittoria del condottiero Giosuè sugli Egiziani. Vittoria conseguita grazie alle preghiere che Mosè rivolse a Dio affinché fermasse il cammino del Sole non permettendo l’arrivo della notte.
L’adesione alla teoria copernicana costò a Galileo prima un’ammonizione e una diffida da parte del card. Bellarmino affinché lo scienziato smettesse di divulgare ciò che era contrario alla fede. Successivamente, sedici anni dopo, nel 1632, Galileo fu addirittura condannato dal Santo Uffizio che lo costrinse ad abiurare quanto descritto nell’opera “Dialogo dei Massimi Sistemi”. A Galileo gli fu salva la vita, però fu costretto a vivere in isolamento per il resto dei suoi giorni nella propria villa di Arcetri.
Sull’abiura galileiana si è aperto un dibattito. L’opinione più accreditata è quella che in mancanza di tale atto, all’apparenza vile e di rinnegamento delle proprie convinzioni, lo scienziato pisano, costretto a marcire in prigione quale eretico, non avrebbe avuto modo di proseguire le sue ricerche e di diffondere, seppure clandestinamente, le nuove teorie astronomiche.
Galileo, soltanto recentemente e grazie soprattutto alla volontà del Santo Padre Giovanni Paolo II, è stato riabilitato totalmente agli occhi della Chiesa che ha riconosciuto le proprie colpe, l’essere cristiano di Galileo e la rilettura in chiave storica dei brani biblici citati, alla luce delle conoscenze scientifiche del tempo.
Si deve a Galileo il nuovo metodo scientifico basato sull’osservazione dei fenomeni naturali, la formulazione di una ipotesi scientifica di spiegazione dei fenomeni stessi e sulla relativa riproducibilità in laboratorio. Galileo ben può essere considerato come la figura più elevata della Scienza di tutti i tempi.
Morì quasi ottuagenario e completamente cieco, assistito da Suor Celeste, sua figlia, l’8 gennaio del 1642, nella sua villa di Arcetri.
 
 

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di Rossella Saluzzo
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