Cyber, scienza e gossip / Scienza

Commenta Stampa

Geologi italiani su tsunami e rischio sismico


Geologi italiani su tsunami e rischio sismico
24/03/2011, 09:03

“In Italia ogni anno si registrano circa 2000 terremoti con scosse di piccola entità . Dunque il nostro Paese è a rischio tsunami e Messina 1908 dovrebbe ricordarcelo. In quella occasione si ebbero onde addirittura più alte di quelle del maremoto nel Pacifico del 2004, che fece conoscere all’opinione pubblica lo tsunami” . Chiaro il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi Italiani, Gian Vito Graziano , all’indomani degli eventi giapponesi.
“ In occasione del terremoto di Messina del 1908 – ha proseguito Graziano – la forza dell’acqua giocò un ruolo enorme nella devastazione della città. Ma potremmo andare indietro al maremoto del 1764 che interessò la penisola salentina o ancora più indietro a quello del 1693 che interessò tutto il meridione. L’Italia è un territorio ad alta sismicità ed aperto al mare. Più territorio costiero significa maggiore rischio tsunami . Le zone maggiormente a rischio sono ovviamente quelle a più alto rischio sismico, ovvero quelle che si affacciano davanti ai maggiori sistemi di faglie presenti a mare”.
Cosa fare ?
“Un Piano di conoscenza e di comunicazione – ha concluso Graziano - che risponda a tre domande: Come scappo? Dove devo andare? Quale è la via che devo seguire ? E’ il concetto su cui si basano i Piani di Protezione Civile. Il nostro Istituto di Geofisica e Vulcanologia monitora 24 ore su 24 la situazione e in caso di terremoto da l’allarme in tempo reale. Occorre un certo tempo perché il maremoto arrivi sulle coste. Ma ci vuole la consapevolezza del rischio e l’educazione ad affrontarlo”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©