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L’ultima cretinata razzista targata Facebook

“Gheddafi bombarda il sud Italia? Perchè fermarlo?”


“Gheddafi bombarda il sud Italia? Perchè fermarlo?”
02/05/2011, 13:05

“Gheddafi può bombardare solo il sud Italia. Vale la pena fermarlo?”: verrebbe difficile crederci, ma è così. C’è chi questa domanda se la pone realmente e soprattutto la rende pubblica. In che modo? Aprendone una pagina in Facebook, che nel giro di poche ore ha già ottenuto diversi consensi. È ormai consuetudine da diverso tempo che i più grandi argomenti di attualità, cronaca e politica facciano il loro ingresso in questo grande social network mondiale. Lo stesso è accaduto negli ultimi mesi anche per la delicata questione riguardante la crisi libica. Diversi gruppi e altrettante pagine sono infatti state create in materia, diventando luogo di incontro per chi, in maniera sensata e democratica, vuole dire la sua, nel rispetto del pensiero altrui e desideroso anche di confrontarsi. E fin qui tutto normale. Segno di maturità e di democrazia. Non è il caso però di chi ha dato vita ad una pagina dal titolo “Gheddafi può bombardare solo il sud Italia. Vale la pena fermarlo?”. Scorrendo con il mouse il profilo di questo essere ignoto (ed ignobile, dal momento che non ha avuto il coraggio di associare un nome, un cognome ed una foto reali alle sue vergognose dichiarazioni), ci si rende conto di quanto la mente umana, in alcuni casi, possa essere veramente pericolosa e bacata. Come qualsiasi pagina di Facebook prevede, anche questa è dotata di info, e nella parte finale della descrizione si legge: “Gli esperti militari tranquillizzano: i missili libici al massimo arrivano in Puglia”. Ma non solo. L’essere ignoto (ed ignobile) di cui sopra, ha voluto fare di più. Non mancano, infatti, foto in cui i meridionali, più felicemente indicati come “Terroni”, vengono identificati come accattoni e mendicanti, che saranno spediti a Dachau e Aushwitz, non appena Gheddafi avrà finito di radere al suolo il sud Italia. Questi campi di concentramento, viene specificato, saranno riaperti per l’occorrenza, solo per accogliere i “terroni superstiti”. E inoltre non mancano foto e link in cui si dice che vedere una città come Bari o come Brindisi completamente rase al suolo dai bombardamenti “non ha prezzo”. E altre in cui si mostra il capoluogo partenopeo sommerso dai rifiuti e per questo degno si essere bombardato. Si tratta dell’ultima imbecillità razzista trovata in Facebook? Potrebbe anche darsi. Sta di fatto però che certe cose non dovrebbero essere permesse. Dovrebbe sempre esserci chi controlla e chi interviene, per non permettere al primo imbecille di turno di operare nel disprezzo e nell’illegalità senza essere punito. Ognuno può dire la sua, e su questo siamo tutti d’accordo, ma altra cosa è inveire con finalità razziste.

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di Antonio Formisano
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