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Studio della British Antarctic Survey su Nature Geoscience

Gli esperti lanciano allarme per l'acidificazione degli oceani

Anidride carbonica sotto accusa causa il fenomeno

Gli esperti lanciano allarme per l'acidificazione degli oceani
25/11/2012, 20:40

Gli esperti dell'ente britannico per la ricerca British Antarctic Survey lanciano sono allarmati dal fatto che i gusci delle conchiglie che vivono nell'Oceano Meridionale in Antartide, si stanno progressivamente dissolvendo. Gli esperti interpretano questo evento come la prima manifestazione degli effetti dell'acidificazione degli oceani dovuta alla presenza di una quantità sempre maggiore di anidride carbonica. Sulla rivista Nature Geoscience è stato pubblicato uno studio sui primi dati sul fenomeno. Si calcola che circa un quarto dell'anidride carbonica (CO2) che si trova nell'atmosfera vada a finire negli oceani, trasformandosi in acido carbonico. Gli effetti di questo processo cominciano per la prima volta a diventare evidenti nei molluschi che vivono nelle acque più superficiali dell'Oceano Meridionale che circonda l'Antartide, il più piccolo e il più a Sud dei cinque oceani del pianeta. Il coordinatore dello studio, Geraint Tarling, ha studiato i gusci di cinque molluschi vivi osservando ''segni significativi di dissoluzione''. In pratica, l'acido carbonico starebbe letteralmente sciogliendo le conchiglie dei molluschi. Responsabile del danno, secondo i ricercatori, e' il mix generato dalla combinazione della maggiore acidità delle acque di superficie (alimentata dalla CO2 atmosferica) e quella delle acque profonde. Gli autori sono inoltre convinti che la situazione potrebbe precipitare nell'arco di pochi decenni, gia' entro il 2050. Nell'arco di pochi secoli il processo di acidificazione ''indebolirà la capacità di costruire il proprio guscio protettivo in organismi come coralli, vongole, chiocciole, ricci di mare e alcune alghe calcaree'', osserva in un commento nello stesso numero della rivista il biologo marino Justin Ries, dell'universita' del North Carolina. Quello che si teme, rileva l'esperto, è il cosidetto ''effetto farfalla'', ossia la possibilità che i piccoli cambiamenti appena osservati nell'oceano Antartico possano aumentare progressivamente, con effetti importanti sull'intera fauna marina. Basti pensare che i molluschi sono un'importante fonte di cibo per alcuni predatori, come aringhe, salmoni, orche e balene. Senza il loro guscio resterebbero completamente indifesi e sarebbero destinati a sparire, seguiti dal collasso delle specie predatrici. Non solo: la scomparsa dei gusci priverebbe i fondali degli oceani di sedimenti essenziali per garantire lo scambio del carbonio e di conseguenza metterebbe direttamente a rischio il ciclo globale del carbonio stesso.   

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di Fabio Iacolare
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