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Lo stabilisce una circolare del ministro della Salute

Gli occhiali per vedere i film in 3D monouso o disinfettati


Gli occhiali per vedere i film in 3D monouso o disinfettati
08/08/2010, 16:08

Gli occhialetti per vedere i film in 3D dovrebbero essere monouso, ma se ciò non fosse possibile, che siano puliti e disinfettati in modo tale da evitare contaminazioni e infezioni. Lo stabilisce una circolare del ministro della Salute Ferruccio Fazio alla luce delle nuove considerazioni espresse dal Consiglio Superiore di Sanità sull’argomento. «Con questa circolare – sottolinea Fazio – abbiamo voluto tutelare la salute dei cittadini e contestualmente si è evitato di penalizzare gli operatori commerciali». Nella circolare si sottolinea che il Consiglio ha ribadito «la necessità di una speciale attenzione ai possibili rischi di trasmissione di infezioni ed ha auspicato che le tecniche produttive possano evolvere garantendo, ove possibile, l’approccio monouso». Per quanto riguarda gli occhiali 3D che non è possibile considerare monouso per tecnologia e costo, il Consiglio Superiore della Sanità ha stabilito il ricondizionamento degli occhiali 3D attraverso appropriati processi di pulizia e disinfezione ed ha ribadito la necessità che nei casi in cui si preveda il riutilizzo degli occhiali da parte di utenti diversi, vengano adottati protocolli di pulizia e disinfezione appropriati per ogni singola tipologia di occhiale, anche in relazione alle caratteristiche dei materiali con cui sono realizzati, e atti a garantire il mantenimento della qualità della visione.
Tali protocolli devono garantire, dopo l’effettuazione del trattamento, l’assenza di microrganismi e parassiti patogeni, e il confezionamento degli occhiali sia tale da evitare ricontaminazioni fino all’utilizzo da parte dell’utente. Il provvedimento è stato inviato agli esercenti della sale cinematografiche, ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl ed al Comando dei Carabinieri per la tutela della Salute.
«E’ importante verificare che sugli occhialini ci sia il marchio CE – avverte il Codacons, associazione di consumatori – . La sigla non è un marchio di qualità o di origine, ma attesta semplicemente la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, fissati dalle disposizioni comunitarie. "In moltissimi cinema – aggiunge il Codacons –
gli occhiali vengono riciclati e passano da uno spetattore all’altro con rischio elevatissimo legato alla possibilità che attraverso le lacrime cadute sui vetri si trasmettano anche gravi infezioni".

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di Redazione
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