Cyber, scienza e gossip / Scienza

Commenta Stampa

Eppure qualche cosa stona, in questa ricerca

Gli Usa annunciano: fermato il contagio dell'Aids

Uno studio mostra come ridurre il rischio del 96,3%

Gli Usa annunciano: fermato il contagio dell'Aids
13/05/2011, 09:05

USA - Annuncio importante nella comunità scientifica: uno studio fatto dall'istituto nazionale della salute statunitense dimostrerebbe che c'è un modo per annullare i rischi da contagio. Basta semplicemente usare i farmaci antivirali normalmente usati per compattere l'Aids anche quando non si ha nulla. In questa maniera, dice lo studio, i rischi si abbatto del 96%.
E lo studio in questione è stato fatto su 1763 coppie in cui uno di loro era sieropositivo. Un primo gruppo di 882 coppie ha avuto la vita normale, dopo che erano stati spiegati tutti i rischi presenti nel rapporto sessuale e come sconfiggerli usando i preservativi; un secondo di 881 coppie a questo ha aggiunto il fatto che il partner sano prendesse le medicine in questione. Al termine della prima fase di 6 anni (la sperimentazione ne deve durare 10), il risultato è che solo una persona del secondo gruppo è risultata sieropositiva contro le 27 del primo gruppo. I risultati quindi, a favore dell'uso dei medicinali sono tali che si è deciso di rinunciare ad arrivare ai 10 anni dello studio.
Fin qui l'annuncio, che è una buona notizia. Eppure c'è qualcosa che stona. Infatti, è noto che uno degli effetti collaterali dei farmaci anti-retrovirali (così si chiamano quelli usati per l'Aids, che è causato da un "retrovirus", non da un virus) è una caduta dei globuli bianchi. Quindi una situazione di minore resistenza all'attacco dei virus o dei retrovirus in generale. Detto in soldoni, chi prende queste medicine, può beccarsi un raffreddore molto più facilmente di chi non le prende. Possibile che invece specificamente siano più sicuri contro l'Aids? Per carità, chiunque scambierebbe il fatto di avere il raffreddore per tutta la vita con il rischio di morire, questo è fuori dubbio. Eppure il sospetto che ci sia qualcosa che non va rimane.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©