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La decisione dopo le censure del governo di Pechino sul web

Google chiude i suoi centri di ricerca in Cina


Google chiude i suoi centri di ricerca in Cina
24/03/2010, 21:03

PECHINO - Google ha annunciato di avere in programma di eliminare gradualmente gli accordi di fornitura di servizi di ricerca "filtrata" che offre ad alcune società on line o mobili operanti in Cina. La notizia arriva due giorni dopo la chiusura del portale cinese a causa censura.
Il motore di ricerca è già stato eliminato da almeno uno di questi partner ed è stato criticato da un quotidiano per aver chiuso i battenti al suo portale continentale in lingua cinese Google.cn, attualmente dirottato sul sito di Hong Kong, privo di filtri.
La questione Google, che riguarda la censura su Internet come gli attacchi informatici, è uno dei tanti temi roventi di commercio, finanza, politica e sicurezza che stanno infiammando quest'anno i legami tra Cina e Usa.
Oggi, i servizi di ricerca di Google nella zona di Pechino sono stati discontinui, con alcuni portali di ricerca internazionali della società resi inaccessibili, o che conducevano a pagine bianche o a messaggi di errore anche per la ricerca di termini non sensibili come "hello".
"Per il momento Google.com.hk (il portale di Hong Kong) non è ancora stato bloccato, per quanto sembra che lo siano alcune ricerche di termini sensibili. Comunque, se cerchi un termine sensibile e incappi in un blocco governativo, ciò può influenzare le ricerche successive... per un breve periodo," ha reso noto Google.
Nonostante Google sia il principale motore al mondo, si stima che nel 2009 abbia dominato solo il 30% del mercato cinese delle ricerche, a fronte del 60% del rivale locale Baidu.
Permane la frustrazione negli utenti, incerti sul futuro degli altri servizi -- dalle mappe alla musica -- più di due mesi dopo l'annuncio esplosivo che il colosso poteva abbandonare la Cina.
Circa 100 persone, compresi avvocati e attivisti di associazioni per i diritti umani, si sono riuniti presso la sede Google di Pechino ieri sera per rendere omaggio alla società.
"Comporterà alcuni inconvenienti, ma davvero appoggiamo questa scelta di Google. Mettono la libertà di espressione davanti al guadagno, e speriamo che ciò incoraggi altri ad interessarsi alla questione dei diritti umani in Cina", ha dichiarato Teng Biao, tra gli attivisti presenti.
Google ha dichiarato di aver già interdetto l'accesso alle ricerche censurate, per quanto adempirà comunque ai contratti esistenti con le altre società.
"Abbiamo più di una dozzina di accordi di cooperazione con dei partner in Cina. Ovviamente abbiamo degli obblighi contrattuali con loro, che intendiamo onorare", ha dichiarato un portavoce di Google da Singapore.

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di Mario Aurilia
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