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Ecco quali sono i governi più dittatoriali

Google presenta "la mappa della censura"


Google presenta 'la mappa della censura'
21/04/2010, 18:04

NAPOLI - Quanto sono alte le pressioni che i vari governi esercitano per chiedere a google la rimozione di contenuti indesiderati? Il motore di ricerca più famoso ed utilizzato del mondo ha pubblicato proprio ieri una mappa interattiva grazie alla quale è possibile stilare una classifica degli stati che maggiormente hanno dimostrato volontà di ingerenza nei confronti di Montain View.Al primo posto c'è il Brasile, seguito dalla Germania; il nostro paese occupa le prime posizioni e si piazza infatti sesto.
Il periodo considerato è quello che va da luglio a settembre 2009 e comprende la richiesta di rimozione contenuti da parte di agenzie governative e tribunali per quanto riguarda i servizi e i portali gestiti da google (es Blogger e youtube).
Come si legge sul Corriere Della Sera "dalle autorità italiane sono arrivate in sei mesi 550 richieste di dati e 57 per la rimozione dei contenuti". La mappa tracciata da google, infatti, comprende non solo le richieste di rimozione contenuti ma, anche, quelle che riguardo le identità degli utenti. Ma la Cina? Di sicuro in tanti avranno pensato subito allo stato asiatico come quello che in assoluto detiene il record di interventi censori. Ebbene, come compare sulla pagina della classifica:"La Cina considera la richieste di censura segreto di Stato, non possiamo quindi fornire questa informazione al momento".
In generale, comunque, nel mondo si osserva una predilezione alla censura da parte dei governi in costante aumento rispetto agli anni trascorsi. Lo scrive anche vicepresidente David Drummond sul blog aziendale. Una prova? Basta visitare il blog Open Network Initiative per scoprire che, nel 2010, 40 governi hanno richiesto la rimozione di informazioni dal web (contro i 4 del 2002).
Ma da Montani View ci tengono a precisare che, ovviamente, non tutte le richieste degli stati sono illegittime e che, anzi, molte vengono avanzate per operare azioni di tutela sui minori e prevenire la diffusione internet di contenuti illegali. Dalla Germania, ad esempio, molti degli interventi di rimozione richiesti erano collegati direttamente alla propaganda nazista. Anche il governo Brasiliano, in un caso in particolare, ha preteso la chiusura di alcune comunità virtuali all'interno delle quali si organizzavano scontri tra bande rivali, regolamenti di conti, spaccio di droga ecc. Insomma, conclude Drummond:"Crediamo che più trasparenza a livello globale contribuisca a ridurre la censura e per questo abbiamo lanciato questo nuovo strumento che contiamo di aggiornare ogni sei mesi".

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di Germano Milite
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