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Haba Waba: un workshop per la prevenzione delle emergenze cardiocircolatorie


Haba Waba: un workshop per la prevenzione delle emergenze cardiocircolatorie
16/04/2012, 11:04

Il tragico evento del calciatore Piermario Morosini spinge con immediatezza la Water Polo Development a dare un importante contributo, utile ad affrontare il primo intervento in caso di problematiche cardiocircolatorie in ambito sportivo e non solo. La WPD sensibile sì allo sport, ma anche, con pari impegno, agli aspetti etici, medico sanitari e sociali, organizza un workshop dal titolo “Col cuore in acqua - Impariamo insieme a prestare i primi soccorsi” che si svolgerà in occasione della quinta edizione dell'Haba Waba International Festival nei giorni 26/27/28 giugno. La partecipazione è aperta a bambini, allenatori, dirigenti e genitori. Ecco in cosa consiste il workshop e le sue motivazioni.
L’insegnamento di base delle tecniche di supporto delle funzioni vitali (BLS) a personale non sanitario, offre l’opportunità di conoscere i rudimenti essenziali che permettono a chiunque di gestire in emergenza il cedimento delle funzioni vitali fino alla presa in carico da parte di personale altamente specializzato. E’ stato ampiamente dimostrato che la messa in atto tempestiva di questi provvedimenti salva-vita può raddoppiare e in alcuni casi triplicare la sopravvivenza dell’infortunato, senza conseguenze neurologiche invalidanti.
In Italia circa 60 mila persone muoiono ogni anno per arresto cardiaco e si stima che ogni giorno circa 152 persone perdano la vita per arresto cardiocircolatorio; tra questi anche persone giovani, compresi purtroppo quelli che praticano lo sport. Per queste ragioni il pronto riconoscimento di queste condizioni, un immediato accesso al sistema di emergenza e, nell’attesa, la messa in atto delle procedure di rianimazione cardiorespiratorie da parte del comune cittadino, fanno del fattore tempo un elemento essenziale per la sopravvivenza.
Di qui l’invito della IRC (Italian Resuscitation Council) a favorire la diffusione della cultura della rianimazione cardiorespiratoria attraverso programmi di formazione tenuti da personale “certificato”. Cultura che dovrebbe essere patrimonio di tutti, senza per questo escludere i più giovani che dovrebbero accedere a questa informazione con una metodologia ed un linguaggio idonei alla loro età, senza per questo dover rinunciare al valore etico-sociale di un gesto di solidarietà che può incidere favorevolmente sul numero delle morti evitate.
E’ questa la ragione per cui l’organizzazione del Torneo Haba-Waba ha deciso di inserire nel programma di quest’anno un evento formativo sul campo per i giovani atleti, avvalendosi di personale qualificato che con strumenti didattici audiovisivi e opportuni mezzi tecnici, assicurerà la funzione di tutor per questo scopo e garantirà un valore aggiunto alla manifestazione sportiva.

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di Redazione
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