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Verificata l'esistenza della radiazione di Hawking

Hawking aveva ragione: i buchi neri non sono neri


Hawking aveva ragione: i buchi neri non sono neri
30/09/2010, 13:09

Ci sono voluti 36 anni, ma alla fine un team di ricercatori guidati da Daniele Faccio del Dipartimento di fisica e matematica dell'Università dell'Insubria a Como e con la collaborazione di Francesco Belgiorno dell'Università degli Studi di Milano, ha dimostrato che i buchi neri... non sono neri.
Il buco nero non è altro che la fine di una stella. Quando è troppo grande (decine e decine di volte più grande del nostro Sole), la stella quando muore esplode, scagliando via tutti gli strati esterni. La parte rimanente viene spinta verso il centro della stella, con tale violenza da compattare le molecole una sull'altra, addirittura all'interno degli atomi gli elettroni precipitano nel nucleo. Questo crea una massa molto concentrata (per fare un esempio, se la Terra dovesse trasformarsi in un buco nero, le sue dimensioni sarebbero più o meno quelle di una pallina da golf) che aumenta la forza di gravità al punto da non far sfuggire nulla, dalla sua forza di attrazione, neanche la luce. Da qui il nome di buco nero, in quanto non passa neanche la luce.
Ma nel 1974 l'astrofisico Stephen Hawking teorizzò che la luce poteva emergere. Perchè, date le condizioni presenti nel buco nero, si creano coppie di fotoni: uno negativo, che rimane intrappolato, e uno positivo che supera il bordo del buco nero (che viene chiamato "orizzonte degli eventi" e scappa via. Questa massa di fotoni positivi si chiama "radiazione di Hawking".
Per verificare l'esattezza di questa teoria è stato creato un blocco di vetro molto denso, che poi è stato colpito da un raggio laser. In questa maniera si è creata una situazione simile a quella che avviene nell'orizzonte degli eventi. In questa maniera le equipe di ricercatori hanno potuto accertare che si crea la radiazione di Hawking, a dimostrazione che la teoria era corretta.

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di Antonio Rispoli
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