Cyber, scienza e gossip / Internet

Commenta Stampa

L'idea nata da un episodio veramente successo

"Hey baby", un gioco anti-molestatore


'Hey baby', un gioco anti-molestatore
21/07/2010, 16:07

Una ragazza cammina per strada, viene avvicinata da un tizio che le dice: "Ma che bel culo che hai". Un istante dopo lei sfodera la pistola e spara all'uomo, che compare steso a terra, e la sua lapide con l'ultima frase pronunciata. E' questo il leit motiv di "Hey Baby", un gioco per computer, quelli definiti come "sparatutto in prima persona". La sua ideatrice è Suyin Looui, una studentessa canadesedi origine coreana, e tutto nasce da un episodio accaduto qualche anno fa. Mentre si stava incamminando verso la Integrated Media Arts, presso cui frequentava un master, viene avvicinata da uno sconosciuto che le dice "Hot ching chong". "Hot" vuol dire "bollente", anche in senso sessuale; "ching chong" è un termine dispregiativo dello slang americano con cui si indicano le persone di origine orientale. L'episodio ha scioccato la ragazza, che ha pensato a lungo all'episodio accaduto, fino a decidere di "vendicarsi" creando questo gioco.
Naturalmente, la messa in vendita (per ora solo in lingua inglese) di un gioco del genere ha sollevato le solite polemiche. I detrattori dell'iniziativa dicono che non si può mettere sullo stesso piano, come fa il gioco, il molestatore con quello che chiede "Posso parlarle?"; ma forse può essere un buon modo per le donne per scaricare la tensione di troppi idioti che circolano per la strada e si credono liberi di dare fastidio a chi vogliono.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©