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I politici e l'approccio ignorante ai social media


I politici e l'approccio ignorante ai social media
22/04/2011, 22:04

22 aprile 2011, Italia: c'è ancora qualche sprovveduto che, con sorprendente ottusità, si ostina a guardare il web 2.0 ed i social media come una sorta di fenomeno esotico-modaiolo.  Poi c'è chi invece si "collega in internet" (utilizzando proprio tale dicitura) con le idee parecchio confuse ma con la convinzione che "alla fine questo è il futuro" e che, su "feisbbuk", ci si deve iscrivere per forza. Appartengono a questa seconda categoria di persone intere flottiglie di politici e politicanti di varia risma.
Sono tutti convinti che sia importante avere una pagina fan sul più noto e frequentato social network del mondo ma, al contempo, sono persuasi che si possa utilizzare il web come una sorta di vetrina cristallizata dove pubblicare le proprie ammuffite idee sul mondo.
Una vetrina statica e molto simile alla tv dove non è prevista interazione (e quando c'è è sottoposta a previdente censura) tra chi parla-scrive e chi ascolta-legge. E così, durante il periodo elettorale, puntualmente fioccano mausolei virtuali gestiti da qualche "volontario" che si sforza per un mesetto di far apparire il matusa di turno più fresco, giovane ed esperto in nuove tecnologie.
Poi le elezioni finiscono, chi doveva essere eletto perde e tali mausolei divengono veri e propri cimiteri autoreferenziali dove tutto tace. In alcuni casi anche il candidato che vince si preoccupa di creare un sito, un blog o una pagina fan che non aggiornerà mai personalmente e che lascerà alla svogliata e sporadica cura di qualche "collaboratore". Una grossa parte di politici italiani, difatti, guarda il web con un misto di ignoranza, timore e superficialità. L'Italia politica soffre di un analfabetismo telematico schiacciante e per certi versi addirittura patetico.
Eppure, il primo elemento di "novità" in un paese che pare ossessionato dalla nostalgia passatista, potrebbe essere proprio il semplice approfondimento delle proprie conoscenze in ambiente internet. Un esempio virtuoso in tal senso è il sindaco di Bari, Michele Emiliano: il primo cittadin  utilizza la propria pagina facebook come vero e proprio sportello con i cittadini-elettori. Uno sportello perennemente aperto, libero da censure ed interattivo che è gestito in prima persona e non da qualche portavoce. Emiliano parla con centinaia di persone che altrimenti non potrebbe incontrare e riesce in tal modo a raccogliere consenso in maniera nuova; concretamente partecipativa e soprattutto trasparente.
E' venuto il momento che anche i vari signorotti orgogliosi della propria ignoranza nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione facciano una scelta: utilizzo consapevole, attivo e perpetuo dei social media o immobilismo tradizionalista. Facebook ed il web non sono di certo "il futuro" ma il presente; per certi versi addirittura il passato. Il profilo virtuale non ha senso d'esistere se viene gestito da terzi e, se non si ha il tempo di curarlo personalmente, allora probabilmente è meglio non crearlo.

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di Germano Milite
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