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Ictus Ischemico: all’Ospedale di Benevento primi trattamenti di trombolisi


Ictus Ischemico: all’Ospedale di Benevento primi trattamenti di trombolisi
27/04/2010, 10:04


BENEVENTO - Eseguiti con successo presso la Stroke Unit della U.O.C. di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera G. Rummo di Benevento, i primi due trattamenti di trombolisi in pazienti colpiti da ictus cerebrale ischemico.
I due casi, ambedue maschi rispettivamente di 43 e 67 anni, una volta effettuate le indagini diagnostiche del caso, sono stati tempestivamente sottoposti alla terapia trombolitica, che prevede la somministrazione di un farmaco (alteplase) che agisce sciogliendo i coaguli di sangue. “Nell’ultimo decennio le problematiche connesse all’ictus hanno registrato una notevole evoluzione grazie alla proposta di modelli organizzativo-assistenziali più efficaci e all’avvento di nuove terapie per la fase acuta – ha dichiarato il Direttore dell’U.O.C di Neurologia e Stroke Unit, Dottor Michele Feleppa – Solo un’assistenza tempestiva ed adeguata può evitare, infatti, gravi disabilità se non addirittura la morte. Per questo motivo – continua il Dottor Feleppa - risulta indispensabile seguire un preciso percorso assistenziale dalle primissime fasi d’intervento: ricovero in una stroke unit con équipe multidisciplinare, accesso alla diagnostica per immagini, somministrazione della terapia trombolitica (quando indicata), fino alla dimissione protetta con reinserimento sociale e familiare del paziente”. “Il primo intervento fondamentale, infatti, è quello di accertare appena possibile, con TAC o risonanza magnetica, se si tratta di ischemia o emorragia – ha precisato il Dottor Marco Sparaco, Responsabile della Stroke Unit; nella prima ipotesi, in casi selezionati (pazienti al di sotto degli 80 anni, con deficit neurologico né troppo grave né troppo lieve, senza storia di pregresso ictus, etc.) la terapia d’elezione è la trombolisi”. Secondo le indicazioni per le quali alteplase è attualmente approvato, i pazienti devono ricevere il farmaco entro tre ore dalla comparsa dei sintomi dell’ictus, anche se i nuovi risultati emersi dello studio clinico ECASS 3 dimostrano oltre alla concreta efficacia delle terapia anche la possibile estensione del limite temporale da tre a quattro ore e mezza dall’insorgenza dell’ictus ischemico. L’ictus ogni anno colpisce in Italia oltre 190 mila persone, di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive. Uno su tre, circa, di questi pazienti oggi muore entro un mese dall’evento e il 40% supera l’ictus con una disabilità residua. La patologia rappresenta, infatti, la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di mortalità (dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie) tra gli adulti nei paesi industrializzati. “E’ oramai consolidato che per garantire al paziente il miglior risultato in termini di sopravvivenza e minor invalidità il ricovero deve essere eseguito in Stroke Unit, ovvero strutture dotate del personale medico e infermieristico, nonché delle strumentazioni necessarie a tutti gli interventi del caso – conclude il Dottor Sparaco”. “Le strutture autorizzate alla somministrazione della terapia trombolitica, come quella dell’Ospedale di Benevento autorizzata, tra l’altro, dalla Commissione del Progetto Internazionale SITTS-MOST – ricorda il Dottor Feleppa - sono circa 90 sul territorio nazionale con una maggior concentrazione al centro e al nord del Paese. Dovrebbero sicuramente essere di più, così da garantire a tutti i cittadini prospettive ancora migliori per la cura dell’ictus ischemico. Si coglie l’occasione per ringraziare l’attuale management nella persona del Direttore Generale, Dottor Rosario Lanzetta, che ha manifestato una spiccata sensibilità a sostegno di interventi diagnostici e terapeutici per l’ictus cerebrale. Un ringraziamento va anche al servizio 118 il cui impegno è fondamentale per l’invio in Pronto Soccorso di pazienti eligibili nelle 3 ore”.

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di Redazione
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