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Dalla pedofilia al terrorismo:rischi del deep web

Il buco nero della rete


Il buco nero della rete
17/11/2017, 17:23

 


NAPOLI - Commercio di armi, spaccio di sostanze stupefacenti, cyberspionaggio,

medicine fuorilegge, pedopornografia, prostituzione fisica e intellettuale.

Da un’accurata analisi dei piú recenti fatti di cronaca è nato il volume del giornalista Livio Varriale “La prigione dell’umanità. Dal deep weeb al 4.0: le nuove carceri digitali” (Minerva Edizioni). Un saggio di grande rigore scientifico-investigativo ma soprattutto una guida contro tutti i pericoli che si annidano sopra e sotto la superficie di internet. Per analizzarne tutti gli aspetti dalle diverse angolazioni contenute nel volume (giuridiche, sociologiche, antropologiche e formative) mercoledì 22 Novembre alle ore 12 nell’aula magna dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli si svolgerà una tavola rotonda dedicata al tema “Il buco nero della rete. Dalla pedofilia al terrorismo: rischi e pericoli del web sommerso”.

 

Discuteranno, insieme con l’autore, il Pro Rettore del Suor Orsola, Mariavaleria del Tufo, direttore della Scuola di Specializzazione per le professioni legali, Ilaria Caggiano, docente di Diritto delle nuove tecnologie, Marta Palazzo, docente di Manipolazione mediatica, Fabrizio Manuel Sirignano, professore ordinario di Pedagogia sociale, il criminologo Maria Laura Cunzio e il sociologo Ciro Pizzo.



 

Presentazione del volume

 

La parte clear della rete - scrive Varriale - è solo la punta dell’iceberg, una briciola infinitesimale, rispetto a un sommerso crescente, ormai popolato da siti che fanno riferimento a banche, governi, imprese multinazionali, cellule terroristiche, hacker senza scrupoli. Un esercito organizzato, una macchina criminale che si alimenta con scientifica e diabolica rapidità. I fatti più recenti della cronaca hanno dimostrato l’urgenza di analizzare e regolare questo fenomeno: sulla sicurezza si giocherà infatti il nostro futuro.”

 

Come una fogna, c’è una parte del web che esiste ma che noi non vediamo. E come una fogna nasconde insidie, brutture e un fascino sinistro. Là, nella fogna, raccontata da Livio Varriale nel suo libro, sguazzano topi di rete che trafficano qualsiasi cosa si possa vendere e comprare; e diversi mostri. Quella della fogna non è l’unica metafora utile a descrivere il deep web, il lato oscuro della rete. Un’altra, ancor più efficace, rende l’idea delle sue dimensioni: un enorme iceberg che si muove sotto la superficie di cui il clear, il web che tutti conosciamo, non è che la punta emersa. “Sott’acqua - scrive Varriale - puoi trovare di tutto: liberi pensatori e spacciatori di droga, sicari e sognatori, chi lotta per un mondo migliore e chi vende bambini, aziende normalissime e trafficanti di armi. Anarchici e criminali. Mentre su, nel cosiddetto clear web, si scatena una guerra condotta a colpi di app e nuove tecnologie, voluta da multinazionali decise a orientare i consumi acquisendo miliardi di dati e propinandoli tramite gli apparentemente innocui social network. In che mondo viviamo realmente?

 

È questo l’interrogativo da cui parte Livio Varriale in questo appassionato lavoro, frutto di un anno di esplorazione del deep web e di uno sguardo disincantato sul clear. Romanzo, inchiesta giornalistica e saggio al contempo, con lo scopo di essere una guida per i naviganti meno esperti. Magari anche per i genitori che a volte usano internet come baby sitter. Il volume racconta, a partire da un’esperienza diretta, i pericoli che stanno sopra e sotto la superficie di Internet, il vero tiranno del nostro tempo. Che, schermandosi dietro grafiche colorate e suggestivi viaggi virtuali, ci sta mettendo in gabbia.





L’autore



Livio Variale, napoletano classe 1982, ha una formazione composita: studi liceali classici, laurea in Economia del turismo ed esperienza informatica acquisita “sul campo” grazie a una lunga militanza nel settore dell’informazione.

 

Negli anni matura in particolare una grande conoscenza della rete e del mondo degli hacker. Poi diventa giornalista, autore televisivo ed esperto di comunicazione web e istituzionale. Ha fondato la società Aldebaran che offre servizi e consulenza nel settore informatico, audiovisivo, dell’informazione e della comunicazione. Già vicepresidente della sezione Editoria, Cultura e Spettacolo dell’Unione Industriali di Napoli, i suoi scoop giornalistici sono stati più volte ripresi dalle principali testate nazionali. Tra i vari riconoscimenti già ottenuti ci sono il premio “Giornalisti contro la Camorra” e il premio internazionale “Napoli”.

 


 

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di Redazione
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