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Alcuni disinfettanti sono tossici per il Dna umano

Il cloro delle piscine ha effetti cancerogeni


Il cloro delle piscine ha effetti cancerogeni
14/09/2010, 18:09

Una ricerca, pubblicata sullo US Journal Environmental Health Perspectives e condotta da studiosi iberici del Centro di Ricerca per l'epidemiologia ambientale (Creal) e dell'Istituto di Ricerca dell'Ospedale del Mare di Barcellona, ha dimostrato che il cloro, il bromo ed altri disinfettanti, utilizzati per la pulizia delle piscine, possono causare mutazioni del Dna umano e talvolta l'insorgenza del cancro. I ricercatori hanno esaminato un gruppo di nuotatori che frequentavano piscine al coperto trattate appunto con la sostanza disinfettante: “le prove di effetti genotossici sono state riscontrate in 49 adulti sani e non fumatori dopo 40 minuti di nuoto in acqua clorurata al chiuso". Gli esami sul sangue e le urine hanno rivelato un aumento dei marcatori biologici che indicano la presenza di sostanze genotossiche, imputate di essere cancerogene. I ricercatori hanno individuato oltre 100 sottoprodotti chimici nelle piscine, che usano il cloro come disinfettante, infatti la loro formazione si deve alla reazione chimica di cloro e bromo con materiali organici rilasciati dagli stessi utenti, come sudore, cellule morte della pelle e urine.
Manolis Kogevinas, dirigente del Creal, comunque non sconsiglia la frequentazione della piscina, considerati i vantaggi per la salute garantiti dal nuoto: “gli effetti positivi per la salute del nuoto possono essere migliorati riducendo i livelli di cloro. In nessun caso vogliamo impedire di nuotare, semmai incoraggiare la riduzione dei prodotti chimici usati nelle piscine".
Un'altra ricerca, stavolta dell'Università cattolica di Louvain, in Belgio, aveva evidenziato i rischi connessi all'utilizzo del cloro per la salute dei bambini, in particolare per le loro vie respiratorie. La tricloramina, un gas volatile, generato dal processo di clorazione delle piscine, specie se entrato a contatto con liquidi biologici come il sudore e le urine, “verrebbe subito inalato dai nuotatori e spiegherebbe l'aumento negli ultimi anni, dei casi di asma tra i bambini”, precisavano gli scienziati sulle pagine del British Medical Journal. Quindi l'esposizione continua alla tricloramina porterebbe alla distruzione delle barriere cellulari che proteggono i polmoni (l'epitelio polmonare), rendendo più facile il passaggio degli allergeni.



 

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di Caterina Cannone
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