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Uno studio giapponese dimostra l'indifferenza felina

Il gatto riconosce il padrone, ma non gli dà retta


Il gatto riconosce il padrone, ma non gli dà retta
02/12/2013, 17:10

Chi è in grado di confrontare il rapporto che si crea tra l'uomo è un cane o tra l'uomo e il gatto non può non notare la differenza. La più evidente è quando il padrone chiama l'animale: il cane risponde subito; il gatto, come recita una battuta, mette la segreteria telefonica e dopo eventualmente richiamerà. Due studiosi giapponesi -  Atsuko Saito e Kazutaka Shinozuka - hanno pubblicato uno studio sull'Animal Cognition Journal in cui esaminano il comportamento dei gatti di fronte al richiamo del padrone. Per farlo hanno diffuso in una stanza, dove stava il gatto, tre richiami: una voce sconosciuta, poi quella del padrone e poi un'altra voce sconosciuta. Apparentemente il gatto è rimasto indifferente in tutti e tre i casi, ma osservando con più attenzione, si sono resi conto che al sentire la voce del padrone il gatto reagiva con più prontezza, cercando di individuare la provenienza della voce. Ma, una volta individuata, restavano al loro posto. Insomma, la segreteria telefonica l'hanno ascoltata, ma richiamano dopo. 
 Il motivo di questo comportamento risiede probabilmente in quella che è la storia evolutiva dei rapporti tra uomo e gatto. Mentre l'uomo ha addomesticato il cane, il gatto non è mai stato veramente addomesticato. Si è semplicemente avvicinato all'uomo perchè mangiava i topi e gli altri roditori che poteva trovare vicino alle stie di grano e ai depositi di cibo. Quindi si è creato una specie di "patto". Anche perchè c'è una differenza di comportamento degli animali: il cane cerca il branco, anche se è formato da umani; il gatto invece tendenzialmente sta da solo, anche se non disdegna la compagnia. Ma non ne ha bisogno, come invece ne hanno bisogno i cani. 

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di Antonio Rispoli
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