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IL POZZO DI CARBONIO COMPIE 10 ANNI


IL POZZO DI CARBONIO COMPIE 10 ANNI
26/01/2009, 10:01

 

Il progetto “Pozzo di carbonio” ha spento le sue prime dieci candeline. Era, infatti l’autunno del 1998, poco prima del protocollo di Kyoto, quando Peugeot decise di intraprendere una vasta azione di mecenatismo scientifico ed ecologico, finanziando interamente un progetto innovativo di riforestazione della durata di 40 anni, allo scopo di catturare il carbonio in Amazzonia, e di appoggiarsi all’Ufficio Nazionale delle Foreste per realizzarlo.
 
Dieci anni dopo, il progetto si sta rivelando, come sperato, un vero successo, con più di due milioni di alberi di cinquanta specie locali diverse, accompagnato da un programma scientifico multidisciplinare di alto livello che riunisce, alla Fazenda São Nicolau, luogo di realizzazione del progetto, vari gruppi scientifici brasiliani e francesi.
 
Il “Pozzo di carbonio” di Peugeot sta dimostrando, soprattutto, che si possono realizzare progetti di riforestazione nel mondo, preservando nel contempo la biodiversità, attraverso la scelta delle specie piantate, e l’impegno sociale, mediante il rispetto e il coinvolgimento della popolazione locale.
 
Infatti, le foreste intervengono nella lotta contro il riscaldamento climatico immagazzinando il biossido di carbonio (più noto come anidride carbonica, CO2), uno dei principali gas che, attraverso il suo accumulo nell’atmosfera, è responsabile dell’effetto serra.
 
Il meccanismo che permette la cattura del carbonio dell’atmosfera nella biomassa delle piante è quello della fotosintesi, mediante il quale le superfici delle foglie, sotto l’azione dell’energia luminosa, assorbono anidride carbonica (CO2) e rilasciano ossigeno (O2). I processi di fotosintesi, respirazione, traspirazione e decomposizione alimentano la circolazione naturale del carbonio tra gli ecosistemi e l’atmosfera.
 
Tutte le foreste sono serbatoi di carbonio. Quando una foresta è in crescita, la quantità di carbonio aumenta nella biomassa e si parla di « pozzo di carbonio ». Quando la quantità diminuisce (incendi, tagli rasi senza reimpianto, sfruttamento non sostenibile), si parla di « fonte di carbonio ». Le attività umane che conducono al cambiamento di utilizzo del suolo (deforestazione), rendendo di centinaia di aree forestali delle « fonti di carbonio », rappresentano circa il 20% delle emissioni di gas a effetto serra nel mondo.
 
La forestazione, al contrario, permette di aumentare la capacità di immagazzinamento degli ecosistemi terrestri. Quando si rimboschisce un terreno agricolo incolto, la foresta assorbe carbonio durante la fase di crescita, poi si stabilizza nella maturità con una quantità di carbonio per ettaro più elevata, ovviamente rispetto alla fase precedente alla piantagione.
 
La gestione sostenibile delle foreste contribuisce anche a preservare il loro ruolo di serbatoi, prevenendo e limitando le perturbazioni naturali e antropiche, e strutturando dei soprassuoli forestali con una migliore capacità di immagazzinamento.
 
Dopo dieci anni di vita, il progetto Peugeot in Amazzonia ha svolto bene il suo ruolo di « pozzo di carbonio » : 53 000 tonnellate di CO2 sono state immagazzinate nei 1742 ettari delle piantagioni, pari a una media di 5,1 tonnellate di CO2 per ettaro e per anno.
 
Il « bilancio di carbonio » del progetto è dunque di 51mila tonnellate di CO2 catturate.
 
Dal 2001, inoltre, il progetto ha sviluppato un programma di educazione ambientale rivolto agli allievi delle scuole elementari di Juruena e Cotriguaçu. Ogni anno, circa 400 alunni di queste scuole trascorrono, a gruppi, una settimana nella fazenda, accompagnati dai loro insegnanti e da educatori ambientali mobilitati appositamente dal progetto. Passeggiate educative nella foresta, lavori manuali, opere teatrali: altrettanti mezzi per educare i ragazzi alla natura, per insegnare loro a vedere la foresta in modo diverso da un ambiente ostile, utile solo a fornire terra e legname.
 
Poiché i figli sono promotori importanti presso i loro genitori, centinaia di famiglie vengono sensibilizzate in questo modo. Visto il grande successo di queste « lezioni verdi », nel 2008 il progetto ha deciso di estendere l’iniziativa agli abitanti di un nuovo comune, quello di Japuranã.
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di Redazione
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