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Gli scenziati stanno tentando di recuperare il relitto

Il Titanic "risorge" in 3D


Il Titanic 'risorge' in 3D
29/08/2010, 17:08

Avete mai sognato di vedere dal vivo il Titanic nelle sue dimensioni reali? Ebbene, il relitto più famoso del mondo sta per “risorgere”. Anche se soltanto in 3D. Una nuova spedizione scientifica è scesa infatti nei fondali dove giace il celebre transatlantico per cercare di capire quanto si stanno degradando i suoi resti e di mapparli in maniera abbastanza precisa da poter riprodurre digitalmente, e in tre dimensioni, ciò che resta della nave prima che sia troppo tardi. “Ogni scienziato ha la propria opinione su quanto ancora il relitto resisterà - spiega al National Geographic Bill Lange della Woods Hole Oceanographic Institution, che coordina la spedizione formata da più di 60 ricercatori -, secondo alcuni non piu' di un paio d'anni, secondo altri invece molto più a lungo. Noi cercheremo di ottenere il maggior numero di dati possibile per capirlo”.
L'avventura durerà 20 giorni e utilizzerà robot, sonar acustici e telecamere tridimensionali per mappare il relitto, di cui non si conosce ancora il 40-50%. Una volta elaborati i risultati si potra' 'navigare' all'interno della nave come in un videogame. Verranno anche presi dei campioni dei microrganismi che 'vivono' ora sul Titanic per cercare di capire se sono 'parenti' di quelli che sono affondati con la nave nel 1912. Attraverso il confronto con le immagini ottenute dalle precedenti spedizioni si cercherà di capire lo stato di salute dei due tronconi della nave che si trovano a 3,8 chilometri di profondità: "In alcuni punti gli effetti del deterioramento sono già visibili - spiega P.H. Nargeolet, uno dei partecipanti alla spedizione - il tetto della palestra è già crollato ad esempio, e anche il ponte superiore sta collassando. Altre parti sembrano invece in buono stato". I principali nemici del relitto sono batteri e funghi che stanno letteralmente 'mangiando' il metallo, di cui si stima siano presenti 650 tonnellate solo nella sezione di prua. Inoltre gli altri metalli presenti nello scafo come il rame se immersi in una soluzione che conduce la corrente come l'acqua salata scambiano gli elettroni con il ferro, contribuendo alla sua degradazione. Come se non bastasse, le correnti marine e persino le precedenti spedizioni hanno 'sballottato' il relitto, contribuendo a danneggiarlo.

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di Davide Gambardella
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