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Intervista a Vanity Fair

Ilary Blasi: famiglia, educazione e coppia


Ilary Blasi: famiglia, educazione e coppia
10/08/2010, 16:08

ROMA - Ilary Blasi in un intervista per il mensile “Vanity Fair”, che le dedica la copertina, difende suo marito: «Francesco punzecchia per alimentare la rivalità sportiva. Ma il senso goliardico delle sue parole viene frainteso, e si sconfina nella politica da barzelletta», definendo i padani «invidiosi» della bellezza di Roma, era entrato in polemica con la Lega: «Piuttosto bisogna capire che perdere uno scudetto all’ultima giornata è una cosa che fa male. Se uno non rosica un po’, che sportivo è?»
SCUDETTO SVANITO - Tornando sullo scudetto svanito, la Blasi continua: «Questa volta ci avevo creduto anch’io, avrei voluto vivere questa favola con lui. Per Francesco non c’è nessuna maglia come quella della Roma campione d’Italia. Quindi, sono rospi difficili da mandar giù».
Ilary, riferendosi all'educazione del primogenito Cristian, 4 anni, ricorda i troppi delitti in famiglia di questa terribile estate. «Quando leggo di certi uomini, mi domando sempre da che mani di donna sono passati». In che senso? «Ex fidanzati che tornano per uccidere, ex mariti che danno fuoco alla madre dei loro bambini, pestaggi, abusi. Di fronte a queste storie, la frase più scontata è quella del crollo dei valori, ma si resta in superficie».
VIOLENZA CONTRO LE DONNE - «Ho l’impressione che ci stiamo subdolamente abituando a un alto tasso di violenza contro le donne - chiarisce Blasi -. Se le mamme lavorassero meglio sui figli maschi, invece di metterli sempre su un piedistallo, qualche tragedia si potrebbe evitare». Qual è la cosa più difficile da insegnare? «I confini dell’amore. Troppo spesso i ragazzi credono che il fatto di provare un forte sentimento li autorizzi a qualunque gesto. La scusa è sempre quella: “Ero innamorato”. Così il rifiuto della ragazza diventa un peccato capitale».
«RAGAZZE, PIU' AUTOSTIMA» - conclude: «Poi c’è l’idea che, se uno ama, l’altro deve perdonargli tutto. Vorrei che le ragazze, avessero più orgoglio, più stima di se stesse, e si prendessero più tempo per scegliere con chi andare per mano. Non vale mai la pena tollerare un fidanzato-padrone, uno che magari ti dice come devi vestirti o chi devi frequentare».



 

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di Caterina Cannone
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