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Nel 2008 sono stati 225 i comuni colpiti

Incendi: in Campania nel 2004/2008 bruciati 2,5% di superfice


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Incendi: in Campania nel 2004/2008 bruciati 2,5% di superfice
20/07/2009, 16:07

“Gli incendi- ha commentato Raffaele Del Giudice,  direttore Legambiente Campania afferma che gli incendi sono una costante nella nostra regione, una vera e propria  emergenza ambientale e sociale che ha prodotto danni incalcolabili. Nessuno crede  alla favola dell’autocombustione, ma sempre piu’ c’è una vera e propria regia criminale che deve essere combattuta con  interventi strutturali e funzionali. Registriamo- conclude Del Giudice - con grande soddisfazione il buon numero di comuni che svolgono un buon lavoro di mitigazione del rischio  che segnano finalmente un cambio di rotta concreto e decisivo, ma che non può bastare di fronte ad una piaga tanto vasta e devastante.”
E a livello nazionale sono tre i comuni premiati da Legambiente e Protezione Civile con le bandiere “bosco pulito” per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi: Piaggine nel salernitano, Reino nel beneventano e  Vico Equense in provincia di Napoli. Sul fronte dell’illegalità sugli incendi boschivi dove spesso ci troviamo di fronte non solo ai “criminali incendiari” ma anche alla vera e propria criminalità organizzata,  in Campania il Corpo Forestale della Stato ha effettuato 1865 controlli  denunciato 30 persone ed arrestate 2 persone in flagranza di reato per incendio doloso. Circa 39mila euro sono stati sanzionati per illecito amministrativo relativo agli incendi boschivi con 193 multe effettuate dal Corpo Forestale dello Stato. “Un lavoro difficile- commenta Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Campania- vista la complessità di risalire ai colpevoli dei reati ambientali e dalla difficoltà dettata anche dalla diffusa omertà verso gli incendiari , specialmente nelle piccole comunità montane. E’ determinate il ruolo che i cittadini possono  avere  per fermare i roghi. Una strada nuova da perseguire – rilancia Raia di Legambiente – è l’applicazione in Campania del cosiddetto “metodo Perna”, sperimentato con successo in Aspromonte: una premialità rovesciata che, anziché finanziare i territori colpiti dai roghi, li penalizza, incentivando la sorveglianza e la cura dei boschi affinché non siano colpiti dalle fiamme: meno incendi ci saranno più premialità si otterrà.” Circa 4mila ettari andati in fumo dovuti a 779 incendi che hanno colpito 225 comuni pari la 41% del totale. Questi i numeri del “fuoco” in Campania per l’anno 2008 , una costante per la nostra regione anche se ben lontano dai numeri dell’estate orribile del 2007. Una fotografia luce ed ombre quella scattata da Legambiente e Protezione Civile nel dossier “Ecosistema Incendi 2009”, l’indagine che fotografa la situazione dei comuni italiani nella lotta agli incendi boschivi. Analizzando l’ultimo quadriennio, il 2008 e’ stato l’anno peggiore per numero di incendi e superficie bruciata, se si esclude la drammatica estate del 2007. Complessivamente nell’ultimo quadriennio sono stati 3801 incendi per una superficie bruciata di 34mila ettari pari al 2,5 % del territorio campano. Ritornando alle cifre dello scorso anno, maglia nera spetta alla Provincia di Salerno con 359 incendi per una superficie di 1768 ettari andati in fumo, segue la Provincia di Caserta con 89 incendi pari a 1038 ettari bruciati. Gli incendi alimentano anche il business del rimboschimento. Legambiente stima che nel 2008 il giro d’affari legato al rimboschimento sia stato pari circa sei milioni di euro, visto che il rimboschimento di un ettaro bruciato costa 2000 euro. Davanti a questi  numeri di fuoco, migliora l’attenzione dei comuni campani colpiti dalle fiamme.  Infatti ben  sei comuni su dieci hanno realizzato il catasto delle aree bruciate, ma solo il 33% ha svolto campagne informative e il 33% ha avviato campagne di avvistamento e prevenzione incendi. Complessivamente il 72% dei comuni ha svolto un lavoro positivo di mitigazione del rischio. Importante il passo avanti dei comuni campani nella realizzazione del catasto . Infatti , lo strumento del catasto infatti, vuole colpire le principali cause di incendi in alcune aree del nostro Paese vincolando la destinazione d’uso di queste aree per 15 anni, e stroncando quindi gli interessi di chi usa il fuoco per far passare il cemento, creare nuove aree al pascolo o fare affari con l’indotto del rimboschimento.

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di Agostino Falco
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