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Ecco il dossier sul nuovo Virus in arrivo

Influenza A: tutto quello che c'è da sapere


Influenza A: tutto quello che c'è da sapere
31/07/2009, 13:07

Cerco di fornirvi un quadro che mi auguro esaustivo sulla situazione relativa alla pandemia influenzale basato su evidenze scientifiche riservate ad operatori sanitari e raccolte presso organizzazioni sanitarie al massimo livello di qualificazione.
E’ infatti indubbio che, ancora una volta, i media non hanno perso occasione per fornire una informazione a volte lacunosa, frequentemente imprecisa, costantemente sopra le righe anche in una materia delicata come la sanità pubblica.

La “novità” di questo virus è quella di presentare un patrimonio genetico mutuato da specie diverse (maiale, uccello, uomo). Il fatto ha una sua rilevanza scientifica in quanto è la ennesima concreta dimostrazione di come i virus possano riassortire le proprie caratteristiche mutando contestualmente il potere di infettare o meno l’uomo, di trasmettersi tra specie diverse, di determinare stati morbosi più o meno gravi.

Cosa si può dire con certezza dell’attuale virus:
1) la sua contagiosità è molto elevata, tanto che la diffusione è già mondiale (pandemia): è possibile che il numero cumulativo delle persone contagiate a livello globale possa arrivare ad essere eccezionalmente elevato. Pertanto,per definizione, non esistono destinazioni più o meno sicure tanto è vero che non sono state emesse restrizioni ai trasferimenti né misure di quarantena a qualsivoglia titolo.
2) Determina sintomi comuni a quelli della influenza stagionale (che tutti conosciamo) sotto il profilo qualitativo, ma quasi sempre meno intensi sotto il profilo della intensità.
3) La percentuale di casi che si sono complicati fino a portare alla morte del paziente sono sia in assoluto, sia percentualmente di gran lunga inferiori a quelli che si registrano ogni anno sempre per la solita influenza normale, meno del 4,6 per mille.
4) I soggetti di cui al punto precedente appartengono immancabilmente a precise categorie “a rischio” come ad es. soggetti già portatori di malattie croniche debilitanti, immunodepressi, neonati, persone molto anziane, ecc.ecc., Inoltre quasi tutti i decessi sono concentrati in aree-geografiche con standard igienico-sanitari e livelli nutrizionali assolutamente inferiori rispetto all’Occidente.
5) La durata della malattia è di 4, massimo 6 giorni e non richiede mai la ospedalizzazione. Dal 7 giorno il paziente non è più infettivo e può liberamente circolare. La malattia conferisce immunità
6) Lo spostamento dell’onda pandemica, in questo momento più accentuata nell’emisfero australe (Australia, Cile, Argentina, Perù), denota come i climi invernali predispongano a contrarre l’infezione (ancora una volta come per l’influenza “normale”). Al contrario i paesi “sentinella” (Messico, USA) stanno denunciando pochissimi nuovi casi.
7) Tutto ciò fa ritenere che il picco di incidenza (nuovi casi/dato periodo di tempo) in Europa verrà raggiunto il prossimo autunno quando potrebbe (condizionale d’obbligo) realizzarsi una prevalenza di contagio (numero di ammalati/popolazione generale) tale da poter mettere in crisi, per le concomitanti assenze sia servizi pubblici (ad es. trasporti, scuole, servizio sanitario) sia strutture private (Business continuity). Tuttavia la brevità del decorso concentrerebbe una eventuale emergenza logistica di questo tipo nell’arco di un paio di settimane.
8) Il vaccino sarà disponibile in un paio di mesi, ma nel frattempo il numero di contagiati è destinato a crescere.
9) Le misure volte ad evitare il contagio comunemente indicate (evitare luoghi affollati, mascherine, lavare frequentemente le mani ecc ecc) sono di carattere generale e di scarsa efficacia nel corso di una pandemia: nessuno indosserebbe la mascherina a gennaio quando parecchie decine di migliaia di persone sono affette da influenza o altre malattie virali stagionali . Diversa era stata la strategia adottata nel 2003 per contenere il virus della SARS che era assai meno contagioso ma provocava un gravissimo quadro clinico con mortalità molto elevata e non era disponibile un trattamento specifico.
10) E’ sensibile (per ora) al trattamento con specifici antivirali. Il loro uso indiscriminato, tanto più a scopo preventivo, non è assolutamente indicato, può anzi favorire la selezione di mutanti resistenti con grave danno per quei pazienti (v.sopra) in cui un trattamento è indicato o addirittura necessario. Per completezza di informazione questi sono comunque gli schemi terapeutici previsti: Tamiflu compresse da 75 mg confezione da 10 compresse. prezzo circa 36 euro
Il dosaggio è di due compresse al giorno per 5 giorni.
Come tutti i farmaci può provocare qualche effetto collaterale (vomito, diarrea, cefalea, astenia, sfogazioni cutanee) raramente anche pesanti.
Relenza. Il farmaco si presenta in polvere da inalare con un apposito dispositivo. Il dosaggio è di due inalazioni per volta due volte al giorno per 5 giorni . Pochi effetti collaterali, segnalato solo qualche raro caso di asma.
costo circa 32 euro per confezione
1 confezione di ciascun farmaco è sufficiente a completare un ciclo di terapia.
Per entrambi i farmaci valgono le seguenti considerazioni:
a. la efficacia è tanto maggiore quanto più l'assunzione avviene ai primi sintomi. Se questi sono insorti da più di 48 ore l'effetto è quasi nullo; b. in un notevole numero di casi il decorso della malattia è abbreviato dal farmaco;c. in un notevole numero di casi i sintomi sono molto meno forti; d. in pochi casi i sintomi scompaiono del tutto.
11) Attualmente ogni nuovo caso accertato diventa una notizia ma è probabile che ci troviamo di fronte a una sottostima del tasso di incidenza in quanto i sintomi sono lievi, aspecifici e non necessitano di assistenza ospedaliera.
12) In verità molta apprensione, oggi come oggi, oltre ad essere provocata da notizie inesatte, è generata dal fatto che chi è in partenza per le prossime ferie teme di ammalarsi e sono al contempo particolarmente a rischio dovendo frequentare aeroporti, stazioni ed altri luoghi affollati.
13) Alcuni ricercatori temono che il virus possa mutare in una forma più aggressiva: è oggettivamente impossibile prevedere se e quando ciò possa accadere ma ad essere interessato ad un fenomeno del genere potrebbe essere un virus qualunque e non necessariamente questo.
Resto a completa disposizione per eventuali ulteriori delucidazioni su quesiti specifici
Vi ringrazio per l’attenzione e saluto cordialmente
 

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di Guido Orlandini - Medico
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