Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Vaccino consigliato ad anziani e categorie a rischio

Influenza: picco previsto a gennaio


Influenza: picco previsto a gennaio
29/12/2011, 19:12

MILANO – Ormai si sa, con l’arrivo dell’inverno ecco che si presenterà anche uno dei suoi migliori alleati: il raffreddore.
Se fino ai primi di dicembre, sembrava una stagione a bassa incidenza, con circa 2-4 milioni di casi, a gennaio si toccherà il picco e i medici consigliano di vaccinarsi il prima possibile. Il vaccino si basa su tre ceppi: il già noto H1N1, quello della pandemia che tanto ha allertato il mondo, ora declassato a stagionale; l’H3N2 e il B/Brisbane. La SItI (società italiana di Igiene) avverte che l’adesione alla campagna vaccinale è stata quest’anno piuttosto bassa: attorno al 30% ribadendone l’importanza e dovrebbero farlo soprattutto per anziani con più di 64 anni o per le persone appartenenti alle cosiddette categorie a rischio con malattie croniche (cardiovascolari, respiratorie, renali, metaboliche ed anche oncologiche). Ogni anno si verificano alcuni milioni di casi in Italia, e si stima che la malattia causi circa 8.000 decessi, di cui l’85% circa negli ultra-65enni.
“Il fallimento della vaccinazione contro la pandemia nel 2009 – sottolinea Carlo Signorelli, docente di Igiene a Parma – ha diminuito lo scorso inverno l’adesione alla vaccinazione stagionale per fattori emotivi; per questo dobbiamo restare in prima linea nel diffondere la cultura vaccinale troppo spesso inquinata con informazioni scientifiche scorrette”. Resta un dato, che già aveva colpito al momento della pandemia: la scarsa adesione alla vaccinazione di medici e operatori sanitari.Peraltro, l’agenzia del farmaco europea (Ema) ha esteso l’autorizzazione d’uso del vaccino pneumococcico coniugato 13-valente anche agli over 50, con indicazione alla prevenzione delle malattie invasive dovute ai 13 sierotipi contenuti nel vaccino. Si tratta di evitare un’altra drammatica tegola per gli anziani, la polmonite, spesso pronta a colpire mentre si è debilitati proprio da un’influenza.
Nonostante i consigli dei medici, la popolazione non sempre tende a vaccinarsi pur ammalandosi almeno una volta all’anno a causa di influenza o di infezioni alle vie respiratorie. A proposito di ciò molti dichiarano di automedicarsi  e di non ritenere efficace il vaccino anti-influenzale.
Le donne in particolare sono portate ad avere maggiore fiducia nel ricorso a qualsiasi rimedio, dal riposo, all’automedicazione, ai rimedi casalinghi come infusi e tisane. Va detto, inoltre, che il 6% circa degli intervistati nell’indagine Anifa ricorre alla terapia antibiotica per la cura di queste forme respiratorie che nella stragrande maggioranza dei casi sono di origine virale. E gli antibiotici contro i virus non servono a nulla, mentre favoriscono la resistenza dei batteri che poi diventano “incurabili” quando sono loro a colpire. Secondo i dati Influnet, la rete coordinata dal ministero della Salute in collaborazione con il Centro nazionale di epidemiologia (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del Centro interuniversitario per la ricerca sull’influenza (Ciri), ai primi di dicembre gli ammalati ufficiali di influenza stagionale in Italia erano già stati circa 336 mila. Ma il picco è previsto a gennaio e si fa ancora in tempo a vaccinarsi.

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©