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Invecchiamento e malattie killer, biologi italiani a confronto a Cervia


Invecchiamento e malattie killer, biologi italiani a confronto a Cervia
15/10/2009, 12:10


Si chiama Healthy Aging ossia invecchiamento ottimale.
E’ l’obiettivo della ricerca scientifica oggi, nel mondo, per aumentare l’aspettativa di vita. “In Italia quest’ultima è notevolmente in crescendo ma la qualità degli anni vissuti non aumenta di pari passo. Aumentano malattie killer quali ipertensione, diabete, malattie di cuore e tumori con un crescente aumento della spesa sanitaria e previdenziale. Nel prossimo futuro l’epidemia di obesità addominale e di diabete che è in corso potrebbe limitare le aspettative”. Così a Cervia, al XXII Congresso Internazionale dei Biologi Italiani, aperto oggi con la presenza di oltre 1000 ricercatori italiani ed europei, i Professori Franco Salvatore, direttore del CEINGE, Istituto di Biotecnologie Avanzate dell’Università Federico II di Napoli e Luigi Fontana della Washington University School of Medicine, illustrando la nascita, a Napoli, di una struttura multidisciplinare che partendo dalla causa genetica, ad esempio, di obesità e malattie degenerative studi gli stili di vita correnti. Un modello innovativo di Sanità preventiva “che, in Italia, potrebbe portare alla prevenzione di patologie croniche come il diabete mellito di tipo II, le coronaropatie ed alcune forme di cancro”.
Ma quali sono gli stili di vita – si sono chiesti i Biologi - che possono sconfiggere i geni che ereditiamo dai nostri genitori predisposti a sviluppare alcune malattie nel corso dell’esistenza?
“Alimentazione scorretta, carente attività motoria, assunzione di droghe ed alcol, fumo di sigaretta”, sostengono i ricercatori. “Ci fanno soffrire e morire anzitempo”.
Tra le malattie al centro delle analisi dei biologi italiani, tra l’altro, le forme minori di diabete quali il diabete mitocondriale, il diabete neonatale permanente e il Mody, dovuto a mutazioni nel gene della glucochinasi. E’ in corso, in Italia, uno screening promosso dalla Società di endocrinologia. “ Ma occorre sviluppare – ha spiegato la Professoressa Luciana Sacchetti, Università Federico II di Napoli - test di laboratori di supporto alla diagnosi clinica”.
Fondamentale così il ruolo dei biologi,” sempre più sentinelle per la salute e per l’ambiente”, ha detto il Vice Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi Fiorenzo Pastoni aprendo i lavori di Cervia che si concluderanno domenica.
Basti pensare alle tossinfezioni alimentari. Oltre 250 specie nel mondo. ”Rappresentano, oggi, in Italia un importante problema di Sanità pubblica”. Dalle Salmonelle al virus dell’epatite A, a Cervia, illustrata la mappa che, regione per regione, vede moltiplicare i microorganismi che causano i focolai. In Italia l’Emilia Romagna risulta essere la regione che segnala il maggior numero di episodi (circa il 20% del totale nazionale) seguita da Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e Lazio.
L’Ordine Nazionale dei Biologi ha in corso accordi con l’Istituto Superiore di Sanità per formare ed aggiornare i biologi nel settore della sicurezza alimentare. Ma non solo. Con la Direzione generale INAIL esiste una convenzione per valorizzare la figura del biologo nell’ambito della tutela della salute nei luoghi di lavoro. E potenzialità professionali non indifferenti si svilupperanno dal recente protocollo di intesa stipulato con il Ministero per i beni e le attività culturali. La professione del futuro (i biologi in Italia sono oltre 45.000) si svilupperà anche nel campo della microbiologia dei prodotti cosmetici. “In Italia i cosmetici sono – ha ricordato Pastoni – il secondo bene di consumo”. A Cervia annunciata anche l’attivazione, da quest’anno, presso l’Università di Milano del Corso di Laurea Magistrale in Biologia Applicata alla Scienza della Nutrizione.
“I biologi italiani guardano sempre più all’Europa e ai grandi temi che interpellano la comunità scientifica internazionale”, ha scritto, in un messaggio al congresso, il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi Ernesto Landi. “Non possiamo non raccogliere, tra l’altro, l’allarme dei governi nel mondo per il controllo del clima. L’Europa investirà, entro il 2020, 175 miliardi di euro all’anno per monitorare i cambiamenti climatici. Un campo d’azione immenso per i biologi”.
Come in questo momento la lotta al virus pandemico dell’influenza A sono stati i professori Roberto ed Elisabetta Peduzzi dell’Università di Ginevra, Laboratorio di ecologia microbiologica, ad illustrare la mappa del virus. Dalla struttura agli aspetti clinici ed epidemiologici, dalle misure di controllo all’utilità della vaccinazione in corso. “ Il virus H1/N1 viaggia ad una velocità inedita. In sei settimane ha percorso la stessa distanza che altri virus percorrono in sei mesi, una pandemia molto mutevole che deve trovare pronti i ricercatori nel mondo a fornire risposte utili alla collettività” è stato detto a Cervia. A fine settembre il virus era presente in 191 paesi con circa 4000 decessi, tasso di contagio per la popolazione della nuova influenza intorno al 10- 30% mentre per l’influenza stagionale del 5 – 10%. “ Occorre concentrarsi sempre più sulle misure di contenimento. La stima è che il 25% della popolazione sarà contaminata secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

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di Redazione
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