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ITALIA: NUOVE SCOPERTE PER CURARE METASTASI


ITALIA: NUOVE SCOPERTE PER CURARE METASTASI
23/06/2008, 15:06

E’ dei ricercatori italiani del dipartimento di ematologia, oncologia e medicina molecolare dell'Istituto superiore di sanitá (Iss) di Roma la scoperta di un interruttore molecolare capace di inibire la formazione di metastasi tumorali e di impedire, al virus dell’Hiv, di infettare il linfociti T e rendere, in questo modo, il sistema immunitario vulnerabile e incapace di difendere il corpo umano. La ricerca, pubblicata su Nature Cell Biology, ha dimostrato per la prima volta che il miR-146a, un piccolo frammento di Rna con funzioni regolatorie, è in grado di sopprimere la produzione del recettore CXCR4, fondamentale nella produzione delle piastrine, ma anche per il meccanismo di formazione delle metastasi nei tumori solidi e nella patogenesi del virus dell'Aids.

Il presidente dell’Iss Enrico Garaci, spiega inoltre che: “Gli studi sui microRna, che esercitano la funzione di 'interruttori molecolarì nei circuiti alla base delle funzioni cellulari normali e patologiche, potranno davvero rivoluzionare il modo di sviluppare le future terapie per i tumori” e poi aggiunge: “Il nostro Istituto, ha avuto il merito di iniziare queste ricerche quando ancora nella comunitá scientifica c'erano molte perplessitá sulla possibilitá reale di una terapia molecolare mirata, mediante microRna. Studi come questo dimostrano che si tratta invece di una frontiera estremamente interessante da esplorare ancora, soprattutto per la scarsa tossicitá delle terapie che ne potranno derivare”. Gli studi dell’istituto e dei suoi ricercatori, quindi, proseguiranno in questo senso e, anche secondo l’autorevole voce del dott. Cesare Peschle, coordinatore dell Iss: “Si tratta di uno studio che apre ampie prospettive terapeutiche” e che, inoltre, : “Potrá avere ricadute terapeutiche importantissime sia per lo stimolo della produzione di piastrine, sia soprattutto per l'inibizione della diffusione dei tumori e per bloccare l'ingresso dell'Hiv nelle cellule”.

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di Germano Milite
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