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Alcuni profili bannati, gli altri bloccati

Julienews e i suoi giornalisti colpiti su Facebook


Julienews e i suoi giornalisti colpiti su Facebook
08/10/2012, 15:24

NAPOLI - Nella mattinata di domenica il sito www.Julienews.it è stato attaccato indirettamente, tramite i social network che usa per diffondere le sue notizie. La pagina Twitter è diventata irraggiungibile, ma è su Facebook che sono arrivati i colpi più duri. La pagina di Julienews è stata bloccata, ed alcuni dei giornalisti hanno visto la loro pagina cancellata (il sottoscritto e quella di Maria Grazia Romano). Altri hanno potuto riattivare la loro pagina solo inviando la fotocopia del documento di identità o il numero di telefono (Veronica Riefolo, Emanuele De Lucia, Fabio Iacolare); alcuni se la sono cavata solo con il blocco della possibilità di postare link o scrivere commenti (Rosario Lavorgna). Inoltre altre persone che lavorano o hanno lavorato in passato per la società e che hanno semplicemente degli account privati su Facebook hanno avuto il loro account sospeso. 
Come mai questo? E' evidente che c'è stato qualcuno (intendendo per "qualcuno" un grosso gruppo) che ha organizzato una serie di segnalazioni. Ma deve essere stato un grosso gruppo: ce ne vogliono di segnalazioni negative per bloccare una pagina Facebook con 30 mila persone, quale era quella di Julienews. Ed il motivo è semplice: quando si vuole far stare zitta una voce libera come la nostra, è solo per il fastidio che dà, nel rompere i muri di omertà. Quante volte le nostre inchieste sia sul territorio, con i nostri giornalisti, sia sul web, con i nostri articoli ed editoriali, hanno dato fastidio, al punto che non di rado abbiamo ricevuto querele, minacce e boicottaggi. Tralasciando naturalmente, per alcune denunce particolarmente gravi che abbiamo fatto, i danneggiamenti e altre intimidazioni di cui si sono occupati i magistrati e se ne occupano tuttora. Ma non è così che ci zittiranno. Gli unici che possono farlo, sono i nostri telespettatori e i nostri utenti sul web, smettendo di vederci. Ma finchè loro apprezzeranno il nostro lavoro, noi continueremo così, a qualunque costo.  

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di Antonio Rispoli
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