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Il produttore Gianni Tirella divide il popolo del web

Kids Revolution: quando i bimbi cantano "Faccia di merda" a Berlusconi

Giovanardi:"L'autore del videoclip è un malato"


Kids Revolution: quando i bimbi cantano 'Faccia di merda' a Berlusconi
02/06/2011, 10:06

L'antiberlusconismo oramai "contagia", o meglio strumentalizza, anche i più piccini. Con il videoclip intitolato "Il country del cavaliere nano - Kids Revolution", il produttore Gianni Tirelli, ha utilizzato una dozzina di bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni per veicolare un messaggio preciso rivolto al presidente del Consiglio.
Nel ritornello della canzonetta in stile Zecchino d'Oro, si sentono infatti le seguenti parole:"Fai la cacca in una mano e poi datti una sberla, faccia di merda, faccia di merda, faccia di merda, sei un buffone...".
L'idea è piaciuta subito agli antiberlusconiani più integralisti ed ha fatto infuriare il centrodestra. Il primo ad esprimersi è stato il sottosegratario alla famiglia, Carlo Giovanardi:"Chi ha realizzato questo video è un malato, va subito fermato". Dal canto suo, Tirelli, si è difeso sostenendo che, durante le riprese  e anche nello stesso video, non sono mai stati fatti nomi di politici e che "il cavaliere nano è per loro , e non solo, un personaggio di fantasia".
Eppure, la dimostrazione che l'utilizzo di un gruppo di giovanissimi inconsapevoli non sia andato a genio a moltissime persone, la fornisce l'indice di gradimento che il filmato ha registrato fino ad ora su youtube: ben 337 pollici versi a fronte dei 404 "mi piace". Ma al di la dei gusti del popolo del web e delle dichiarazioni dei vari Giovanardi, ci sono alcune riflessioni che vale probabilmente la pena di fare.
Un gruppo di giovanissimi utilizzato per combattere le battaglie degli adulti,  sbeffeggiando (ed insultando) il presidente del Consiglio, suscita in effetti uno strano effetto; di sicuro non piacevole e tantomeno divertente. Il commento di Tirelli che asserisce che "questi bambini, per un giorno, due o quello che è stato, si sono divertiti a dire qualche parolaccia senza che nessuno li rimproverasse", trasmette poi la stessa forma d'imbarazzo e disagio e riflette una filosofia deresponsabilizzante e volgare di matrice "sinistra" che è speculare a quella, tanto (giustamente) contestata, risultante parte integrande del berlusconismo destrogeno.
Se la "Kids revolution" deve essere rappresentata da un gruppo di bimbi che cantano una canzonetta volgare e mediocre sia per testo che per ritmica, allora forse i danni del berlusconismo e dell'antiberlusconismo ossessivo-compulsivo sono più devastanti di quanto si potesse immaginare. Tentare di sconfiggere Silvio Berlusconi utilizzando i suoi stessi metodi ed il suo stesso linguaggio, del resto, ha dato risultati piuttosto pietosi già in passato e non si comprende come questo fondamentale dettaglio sia sfuggito al produttore del "Country del cavaliere nano".
Se l'intento era quello di far parlare di sé strumentalizzando dei giovanissimi,  allora l'obiettivo può dirsi raggiunto. Se il fine era invece quello di lanciare un messaggio irriverente e simpatico attraverso un gruppo di "anime pure", a parere dello scrivente, forse era meglio non realizzare alcun videoclip. 
Anche perchè, l'insoportabile e bassa volgarita di alcuni programmi televisivi trasmessi sulle reti Mediaset, viene veicolata attraverso adulti coscienti e consenzienti. A memoria, non si ricordano bimbi di 7 anni che intonano "Menomale che Silvio c'è" o che inveiscono contro il nemico comunista e il compolotto stalinista. In questo, Tirelli, è riuscito probabilmente a superare il "maestro" in quanto a sfacciataggine ed utilizzo maldestro e controproducente di messaggi politici. L'effetto, con ogni probabilità, sarà difatti quello di fornire al primo ministro ed ai suoi accoliti l'occasione per intonare la consueta cantilena vittimista sull'odio convulso palesato de
dalla sinistra. Il tutto con l'aggiunta di un'accusa di strumentalizzazione innegabile quanto poco decorosa e trasversalmente censurabile.

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di Germano Milite
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