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LA CAMPANIA E' LONTANA DALL'ECOSOSTENIBILITÀ


LA CAMPANIA E' LONTANA DALL'ECOSOSTENIBILITÀ
13/10/2008, 17:10

Esce male la Campania dall’identikit dell’Italia delle città, disegnata da Ecosistema Urbano 2009, l’annuale ricerca di Legambiente sulla qualità ambientale delle 103 città capoluogo di provincia realizzata con la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

Nel dettaglio Caserta registra uno scatto in avanti quest’anno 37° posto guadagnando 4 posizioni rispetto lo scorso anno, segue Avellino 82° posto ben trentasette posizioni in meno rispetto lo scorso anno, subito dietro Salerno83a (ben 19 posizioni in meno, era 64°) poi Napoli 88° posto che a passi di tartaruga guadagna solo tre posizioni, chiude Benevento 100° , più due posizioni rispetto lo scorso anno.
Una Campania NO FELIX sul piano della qualità ambientale, dove nella lotta quotidiana con l’inquinamento, i rifiuti le città reagiscono nel migliore dei casi parando i colpi, seguendo la logica della “politica del rattoppo”. “E’ chiaro – commenta Michele Buonomo presidente Legambiente Campania- che nel complesso, manca ancora una programmazione strutturale tesa al superamento definitivo delle emergenze quotidiane: dal traffico ai rifiuti, fino all’inquinamento atmosferico e alla paralisi del trasporto pubblico e più in generale del sistema della mobilità urbana nel suo complesso. Le amministrazioni locali devono accorgersi che nella nostra regione c’è una grande urgenza “la questione urbana”, di cui il degrado ambientale e sociale è parte integrante. Ma da anni registriamo - conclude Buonomo-  che le politiche ambientali sono sempre più solo parole elettorali che concrete pratiche quotidiane.”
 
Napoli, continua a produrre sempre più spazzatura, circa 600kg per abitante annui,erano 593kg lo scorso anno, e non ha trovato negli anni un modo non solo per smaltire correttamente i rifiuti, ma nemmeno per cercare di produrne meno. E’ indietro rispetto alle altre metropoli per il trasporto pubblico, Napoli è staccata rispetto alle altre con meno 200 viaggi per abitante annui.I dem per le isole pedonali. Tra le grandi città, oltre al caso eccezionale di Venezia, Torino ha circa 737.000 m2di isole pedonali, seguita da Roma con circa 390.000 m2 e da Milano, Napoli e Firenze con superfici pedonalizzate pari a circa 300.000 m2. Solo 0.92mq per abitante di isole pedonali, molto delle quali senza controllo .Aumenta la capacità di depurazione ben 83%, mentre rispetto lo scorso anno quando si perdeva circa 50% dell’acqua immessa in rete, quest’anno la percentuale scende al 33%. Questo il quadro complessivo che consegna una città che fisiologicamente non riesce a vivere la sua quotidiana normalità e dove negli ultimi periodi la vivibilità urbana si sta allontanando da valori accettabili.
 
Caserta è la città capoluogo campana meglio piazzata in classifica, 37° posto con un miglioramento di 4 posizioni .Depura il 100% delle acque, Migliore la situazione per il Pm10, dove Caserta con un valore medio annuo di 24,7 ug/mc risulta tra le città italiane con valori più bassi. Non buona qualità delle acque potabili con 9,1mg/l No3. Aumenta anche il verde urbano fruibile per abitante (17mq/ab). In fondo alla classifica Avellino 82posto, che perde ben 37 posizioni rispetto lo scorso anno C’è il problema delle perdite della rete idrica dove si registra circa il 59% di perdita dell’acqua immessa nella rete idrica non arriva ai rubinetti dei cittadini. Basso la quantità di verde urbano a disposizione degli abitanti e di zone a traffico limitato a disposizione dei cittadini. Anche Salerno scende in classifica di ben 19 posizioni, raggiungendo l’83° posto. Ha i consumi idrici tra i più alti d’Italia,con 259litri al giorno pro capite. Anche qui si registra il 42% di perdita dell’acqua immessa nella rete idrica. Non buona la qualità dell’aria.
 
Ultima città Benevento (100ª).Non fa segnare miglioramenti evidenti in molti degli indicatori principali. A cominciare dalla qualità dell’aria dove le medie di No2 sono tra le più alte in assoluto diminuisce la percentuale di acqua potabile dispersa dalla rete (era il 49% lo scorso anno è il 33% in questa edizione). Migliora la depurazione ma resta molto al di sotto della sufficienza: è appena al 20% contro il ridicolo 12% dello scorso anno. Benevento peggiora poi leggermente nella produzione di rifiuti pro capite che si conferma intorno ai 490 chili per abitante all’anno (per l’esattezza 493,5 contro i 490 della passata edizione) a ciò non corrisponde nemmeno un aumento dei rifiuti raccolti in modo differenziato, sempre fermo poco sopra l’11%. Il capoluogo campano resta immobile anche per ciò che riguarda i viaggi per abitante all’anno sul trasporto pubblico (sempre 17 viaggi/abitante/anno, come lo scorso anno). La vera sorpresa di Benevento sono il primato nella classifica destinata al solare fotovoltaico dove dichiara 4,30 klioWatt installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti;

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di Redazione
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